
Quando il 9 maggio 2024 Papa Francesco indisse il giubileo 2025 con la Bolla “Spes non confundit” col conseguente motto “Pellegrini di Speranza”, tanti lo accolsero con un certo scetticismo, pur consapevoli che questo povero mondo assediato da guerre, odi, rancori, violenze, povertà, fame avesse bisogno più che mai di speranza. Celebrare il Giubileo nel tempo delle affermazioni muscolari (guerre), dell’impero della finanza, di una tecnologia esasperata sembrava roba d’altri tempi.
Per questo l’invasione pacifica, gioiosa, entusiasta dei giovani del Giubileo ha “scandalizzato” e sorpreso tutti. Non era folklore. La partecipazione, oltre un milione di giovani, è andata al di là di ogni aspettativa. Quei giovani non erano lì per fare una scampagnata. Molti dicono che erano lì per incontrare il Papa. Erano lì per incontrare col Papa il Cristo che dona speranza. Arrivavano da 146 Paesi diversi, molti vessati da guerre e fame. Non c’erano diversità di pelle, di lingua, di culture: c’era un unico popolo invitato, attraverso la Chiesa, da Cristo. I giorni del Giubileo non sono stati giorni riposanti.

In ogni parte di Roma sono risuonati i canti dei pellegrini sui marciapiedi e nelle piazze, ma ci sono state anche catechesi nelle tante basiliche e chiese romane, scambi di esperienze. Non sono eroi, sono figli di questo tempo, con le loro fragilità, ferite, insicurezze, ma con una grande ricerca di senso, sete di futuro. Ma quello stare insieme con semplicità, senza guardare a bandiere, colore della pelle, vestiti e lingue diverse grida che è possibile convivere, che la speranza di pace non è un’utopia. Non si capisce il senso di questo se non si tiene conto che tutto nasce da Cristo. I momenti centrali sono stati: le confessioni a Circo Massimo, la veglia di preghiera a Tor Vergata seguita dalla celebrazione eucaristica, il passaggio della Porta Santa.
Al centro di tutto l’adorazione dell’Eucaristia. è impressionante il silenzio assoluto di un milione di persone. Lì acquista senso l’ascolto delle parole di Papa Leone. L’amicizia e la fraternità dicono che un altro mondo è possibile. “Aspirate a cose grandi, se siete inquieti siete vivi”. Non bisogna aver paura delle scelte coraggiose. “Portate questa gioia, questo entusiasmo a tutto il mondo! Voi siete sale della terra, luce del mondo: portate questo saluto a tutti i vostri amici, a tutti i giovani che hanno bisogno di speranza”.
La Chiesa sui media fa notizia solo per lo scandalo di alcuni suoi rappresentanti. Ora ci si accorge che c’è un mondo giovanile tutto da scoprire. Diverso da quello raccontato dalle cronache. Il popolo di Tor Vergata non era riunito per caso. L’unica istituzione ancora capace, anche se non arriva a tutti, di parlare ai giovani è questa vecchia Chiesa. Va ricordato che questi sono quasi sempre attivi nelle loro parrocchie e associazioni, e molti di più sono coloro che non hanno potuto partecipare. Dagli sguardi gioiosi di quei giovani, e dalla loro preghiera, è esplosa una inattesa frustata di speranza.
Giovanni Barbieri



