La ‘manna’ di S. Giacomo e S. Anna

Quanto ipotizzato la scorsa settimana si sta verificando tra la soddisfazione generale: una congrua durata della interruzione della forte calura, sostituita dal miglior tempo estivo che si possa desiderare, cioè caldo moderato di giorno (e talora fresco anche nelle ore diurne) e nottate frizzanti, il tutto inframmezzato da qualche rovescio e temporale utili a rinvigorire la campagna e la vegetazione in genere.
La terza decade di luglio e la prima di agosto, di norma, dovrebbero essere le più calde dell’estate, ma nulla vieta che il tempo si… distragga, per così dire: “di norma”, vale a dire “in media”, infatti, non significa che ogni anno sarà uguale all’altro, ma che si avvicinerà ad un certo valore e a volte se ne discosterà abbastanza, quando in più e quando in meno.
Prendendo a riferimento le memorie dei Santi per la cronaca, martedì 22 Santa Maddalena ha concesso un tempo tra il poco e il parzialmente nuvoloso, ventilato, e temperature allineate quasi perfettamente ai canoni stagionali.
Il 23, S. Brigida di Svezia, patrona d’Europa, ha mantenuto un copione meteo molto simile.
Il 24, festa di S. Cristina di Bolsena, la nuvolosità è andata aumentando ancora sotto il soffio del vento marino e, giocoforza, l’escursione termica notte-dì si è ulteriormente attenuata.
S. Giacomo, venerdì 25, ha deciso di ‘versare la brocca’… al posto di S. Anna, visto che le precipitazioni, durate diverse ore, si sono rivelate di intensità debole o moderata venerdì, mentre il 26, localmente, sono state più copiose: un barile, più che una brocca!
Giornata assai fresca, il 25, specie per luglio così avanzato, e che prometteva una temperatura massima molto bassa, a livelli record per la terza decade di luglio: il primato non si è avuto giusto per le schiarite del tardo pomeriggio, quando il termometro è riuscito a guadagnare la soglia dei 20°C.
Si è trattato, comunque, del 25 luglio con la temperatura massima più bassa dell’intera serie storica di Pontremoli, ormai quasi secolare.
Sabato 26, dopo i piovaschi notturni, le schiarite mattutine non avevano indotto a particolare fiducia perché era attesa l’instabilità pomeridiana. Tuttavia, esauritosi un blando temporale nella zona di Mulazzo, pareva che i giochi fossero ormai fatti.
Al contrario, un altro temporale, sorto tra Pontremoli e la Cisa, alle 16:30 bersagliava il capoluogo con forti rovesci, ripresisi più volte, fino alle 17:15. Nei primi 10 minuti di acquazzone, il pluviometro aveva già raccolto più pioggia che il giorno prima in 5 ore. Il temporale, peraltro senza eccedere in tuoni e scariche elettriche, riversava 21,7 mm in 45’, quantità che unita ai 2,5 mm della notte portava il totale diurno a 24,2 mm. Placatisi gli elementi, seguiva serata più tranquilla oltre che fresca.
La mattina di domenica, il cielo terso e cristallino cominciava a veder comparire qualche nube, prodromo della copertura pressoché totale della prima parte del pomeriggio. Un fronte perturbato era atteso anche lunedì 28, e l’episodio ha dato i suoi massimi effetti lungo la costa e nella Lunigiana orientale, dove gli apporti si sono aggirati fra i 20 e i 30 mm con punte oltre i 40-50 mm.
La tramontana, levatasi fin dal mattino, ha penato parecchio a recare qualche timida schiarita, ampliatasi da W solo dal tardo pomeriggio.

a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni