Elogio del silenzio: a Bagnone le opere di Federico M. Sardelli

Fino al 7 settembre in mostra nella libreria antiquaria “Mazzei”

L’inaugurazione della mostra a Bagnone: da sinistra, Massimiliano Mazzei, il M° Federico Maria Sardelli e Davide Pugnana

Domenica 20 luglio, nella Libreria antiquaria Mazzei, in via Niccolò Quartieri a Bagnone, è stata inaugurata la mostra “Elogio del silenzio” del geniale e poliedrico M° Federico Maria Sardelli, compositore, direttore d’orchestra, flautista, musicologo, catalogatore dal 2007 della musica di Antonio Vivaldi, pittore, disegnatore satirico e scrittore livornese.
Ha introdotto l’incontro il colto bibliofilo Massimiliano Mazzei che, con la moglie Irene Porta, gestisce dal 2003 la libreria lunigianese.
Il M° Federico Maria Sardelli ha salutato i suoi estimatori ricordando che le opere devono parlare da sole. Ha illustrato la mostra in modo eccellente lo studioso Davide Pugnana, che ha curato l’esemplare nota critica del catalogo (“Tra vita silente e alchimia visiva. La metafisica di Federico Maria Sardelli”), pubblicato in centotrenta esemplari numerati a mano, cento con numeri arabi, trenta, non venali, con numeri romani, in vendita al prezzo di 25 euro, contenente foto di Gaia Carnesi, di Walter Massari e del M°.
Le opere esposte sono 20, realizzate tra il 2021 e il 2025, tutte di ottima fattura, di stampo metafisico e filosofico, che invitano a riflettere e ad esplorare un silenzio visuale, dove è possibile trovare una dimensione di verità e di umanità e dove la quiete permette di riordinare i pensieri.
Segnalo in particolare “Gli elementi” (2025), un’opera che il M° ha realizzato riprendendo un’idea avuta quarant’anni fa, quando studiava filosofia ed era votato al quadrato aristotelico, agli elementi stessi e all’alchimia medievale: quattro tele (dedicate a Terra, Fuoco, Acqua, Aria) con linguaggi diversi, incastonate in un quadro di un metro per un metro.
Nelle opere di Sardelli si percepisce l’intimità, che si coglie nella scrivania con le matite dell’artista e nelle sue scarpe consumate dal tempo. Non mancano la malinconia nel divenire e la caducità dell’essere umano.
Come scrive l’arguto Davide Pugnana: “La vita silente delle cose attraversa da sempre la produzione di Sardelli; un atlante oggettuale declinato secondo una fenomenologia a più livelli: ora come osservazione degli strumenti del fare arte; ora come felpato interno borghese; ora come metonimia visiva (una mano, un uovo, un pennello, un frutto isolato, un pesce, delle scarpe, un’ombra portata).
Negli ultimi dipinti di Sardelli gli oggetti subiscono un più forte isolamento spaziale e questa evidenza fa acquistare loro un’aria stupefatta da enigmatici talismani. È una metafisica applicata agli oggetti che ha dato prove di altissima interpretazione del mondo contemporaneo e della condizione umana”.
Siamo di fronte ad un’esposizione, dunque, di grande qualità, che merita di essere visitata in modo approfondito e che arricchisce la Lunigiana.
La mostra rimarrà aperta fino al 7 settembre dal lunedì al sabato dalle 10.30 alle 13 e dalle 16.30 alle 19, la domenica dalle 10.30 alle 13.

Marco Angella