Taglia il traguardo dei 30 anni la cooperativa del compianto Mario Maffei a Licciana Nardi

A leggere la storia della Cooperativa Agriturismo Montagna Verde, che pochi giorni fa ha festeggiato ad Apella, nel comune di Licciana Nardi, i suoi primi 30 anni di attività, sembra di sentire risuonare le parole di Papa Francesco sull’importanza di saper sognare e di farlo in grande e di farlo insieme. Francesco ha sempre incoraggiato i giovani a sognare in modo grande e condiviso: invitava a trasformare i sogni in realtà, sottolineando che sognare è un atto di speranza e che i sogni grandi sono quelli che portano alla fecondità, perché pensano al “noi” e non solo all’io.
Nel festeggiare questo importante traguardo, queste parole hanno risuonato spesso negli interventi di chi ha ricordato Mario Maffei, tragicamente scomparso pochi mesi fa, la persona che questo progetto lo ha sognato e caparbiamente realizzato nonostante difficoltà economiche e logistiche che avrebbero scoraggiato chiunque.
Chiunque non fosse stato mosso dal suo stesso smisurato amore per la sua terra, dal suo visionario desiderio di ridare vita ad un borgo che sembrava destinato ad essere solo un ammasso di ruderi. Chiunque si fosse fermato a vedere solo gli ostacoli là dove Mario ha invece visto un orizzonte da raggiungere.
Anche il vescovo Mario ha voluto sottolineare il segno di speranza che questo progetto può e deve rappresentare per tutti coloro che sono tentati di lasciarsi scoraggiare dalle difficoltà del vivere le aree interne, ricordando che i vescovi italiani ogni anno si riuniscono proprio per studiare e sostenere azioni concrete per ridare vita, anche spirituale, alle zone più disagiate del Bel Paese! E di bellezza, alla festa per il trentennale, se n’è respirata tanta.
La bellezza di pietre che hanno ripreso vita, di campi coltivati, di animali al pascolo; la bellezza di lacrime e sorrisi, di abbracci, di parole cariche di speranza e di sogni da portare avanti, di riconoscenza per un sentiero che Mario Maffei ha aperto indicando un cammino.

La bellezza di una famiglia – la moglie Carla e i figli Barbara e Luca – che pur segnata dal dolore, ha deciso di non mollare ma di rilanciare, anche riuscendo a mettere intorno ad un tavolo, proprio in occasione dei festeggiamenti, personaggi di spicco del mondo dell’imprenditoria, della politica e delle istituzioni. Una tavola rotonda – coordinata da Umberto Giorgi di Confcooperative Toscana Nord – per capire come accogliere l’eredità ideale lasciata da Mario e sostenere altri progetti destinati a ridare vita alle bellissime montagne della Lunigiana.
Vi hanno preso parte, fra gli altri, Vittorio Marcelli, vicepresidente del Distretto rurale della Lunigiana, Massimiliano Buonocore, vicepresidente di Confcooperative Toscana nord, Francesca Ferrari, presidente di Coldiretti Massa-Lucca, il presidente del Gal Lunigiana Roberto Galassi, il responsabile Toscana Bioagricert, Stefano Rossi, Davide Moscatelli, delegato condotta Slow Food Luniapua. Ricordando il considerevole patrimonio boschivo e di terreni che fa capo all’Istituto sostentamento clero della nostra diocesi, anche il vicario generale, don Marino Navalesi, nel suo intervento di saluto ha sottolineato l’importanza della collaborazione per una gestione che vada a vantaggio dei territori e delle comunità.
Al termine dei lavori, prima di essere invitati ad accostarsi al ricchissimo buffet preparato per l’occasione con alcuni dei prodotti e delle preparazioni tipiche dell’Agriturismo – riconosciuto fra i migliori a livello nazionale – Carla e il vescovo Mario, al suono delle campane della torre lanciate a distesa, hanno scoperto una lapide in ricordo di Mario Maffei e del segno profondo che ha lasciato nella Valle del Taverone e nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto. La memoria di Mario Maffei, con la forza del suo esempio, veglia oggi su questa comunità e continuerà a ispirare chiunque abbia il coraggio di sognare. E di farlo in grande e di farlo insieme.
Tommaso Forni



