Giubileo 2000: dalla dedicazione della Pieve di Sorano alla canonizzazione di San Francesco Fogola

Gli eventi in diocesi. Chiese giubilari, porte sante e un densissimo programma di eventi caratterizzò l’Anno santo nella Diocesi apuana

La Pieve di Sorano a Filattiera: dopo il restauro era stata riaperta il 23 giugno 2000

Il “Grande” Giubileo del 2000 fu un evento che coinvolse tutto il mondo e anche la nostra Diocesi fece in modo che potesse essere vissuto anche sul proprio territorio. Fu possibile lucrare l’indulgenza plenaria in diverse chiese del territorio che, per l’occasione, divennero luoghi giubilari.
Furono organizzati eventi a carattere culturale e spirituale. Fin dalle prime settimane dell’anno 2000 ci furono molti pellegrinaggi, sia a carattere diocesano che cittadino. Accompagnati dall’allora vescovo mons. Eugenio Binini, nel mese di febbraio giunsero a Roma oltre 2000 pellegrini della Diocesi apuana.
Venne poi organizzato il pellegrinaggio diocesano in Terra Santa così come tantissimi furono i pellegrinaggi, seppur più brevi ma anche fatti proprio a piedi, verso i luoghi giubilari.
Iniziò in questo contesto la riscoperta dell’antica via Francigena che, ai giorni nostri, è ormai diventato un consolidato esempio di tradizione e devozione. A carattere diocesano, per fare eco a quanto si organizzava in Vaticano, furono predisposti diversi eventi dedicati a particolari categorie (lavoratori, cavatori, ragazzi, malati…).
Nel giorno di Pasqua venne inaugurato a Pontremoli il “ponte del Giubileo”, un’opera che sostituiva l’antico ponte “di ferro” (o Cesare Battisti) che permette tutt’ora una via di collegamento sul fiume Magra, tra via Cavour e il rione di Santa Cristina.
Nel mese di ottobre ci fu invece l’inaugurazione dei restauri e la dedicazione della “nuova” Pieve di Sorano a Filattiera, in un luogo di particolare importanza sia religiosa che storica, essendo nei pressi del famoso fulacterion – cioè luogo fortificato e posto a presidio – dove sorgeva l’antico kastron Soreon.

Giovani in cammino verso Tor Vergata a Roma per la GMG del 2000 (Foto Siciliani/SIR)

In estate numerosi giovani partirono alla volta di Roma per partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù, definita “evento indimenticabile” da chi lo ha vissuto e narrato. Ma ciò che caratterizzò più particolarmente la vita religiosa del territorio furono tre eventi: la “discesa” della Madonna del Popolo, i festeggiamenti in onore del Cristo Nero e la canonizzazione del nostro conterraneo San Francesco Fogola.
Nel mese di luglio ci fu l’imponente processione che portò la Madonna, con la Sua statua lignea, a visitare Pontremoli. L’evento vide un incredibile concorso di popolo, autorità, confraternite ed associazioni. Per l’occasione giunsero a Pontremoli diversi vescovi mentre celebrante del giorno di festa fu il card. Carlo Furno, all’epoca arciprete della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore in Roma. In concomitanza con la festa dell’Esaltazione della Croce ci fu poi la festa del Cristo Nero, venerato nella parrocchia di San Nicolò.
Anche in quel caso incredibile fu la partecipazione mentre ospiti furono il famoso mons. Luigi Bettazzi, vescovo emerito di Ivrea, e mons. Luigi Bonazzi, in quel momento nunzio apostolico ad Haiti.
Il 1° ottobre fu poi la volta della celebrazione di canonizzazione di mons. Fogola, nato a Montereggio di Mulazzo e martirizzato in Cina nel 1900.
Dopo una fitta preparazione in diocesi, la cerimonia avvenne in Piazza San Pietro alla presenza di Papa Wojtyla. A questo evento parteciparono moltissimi pellegrini mentre nei giorni successivi si compì in diocesi un pellegrinaggio dell’immagine del santo. In Concattedrale fu ospite per l’occasione un altro vescovo nativo della nostra diocesi, mons. Armando Gianni, all’epoca vescovo della diocesi centrafricana di Bouar.
A distanza di venticinque anni da tutti questi eventi e mentre celebriamo un altro Giubileo, viene da chiederci: quanto stiamo accogliendo questo momento come evento di grazia? Quanto siamo capaci di essere pellegrini e cristiani? Domande che prevedono non una semplice risposta bensì una scelta di vita.

Fabio Venturini