Come eravamo: Corlaga anni ‘70

Nella frazione di Bagnone una bella serata all’insegna del ricordo e della nostalgia

Sabato 28 giugno nella chiesa parrocchiale di Corlaga si sono riunite molte persone del paese ma anche numerose persone che nel paese non vivono più da tempo, ma che hanno lì le loro radici. “Come eravamo: la comunità di Corlaga negli anni 70”, questo il titolo che riassume la serata durante la quale sono stati proiettati spezzoni di filmati ripresi intorno agli anni Settanta.
Per trasformare queste vecchie pellicole super8 in file leggibili da pc ci sono voluti ben quindici giorni ma si può dire che la pazienza che Edamo Barbieri ha messo in tale lavoro sia stata ripagata, sia dalla numerosa ed entusiasta partecipazione all’evento, sia perché questo lavoro permetterà che la memoria non vada perduta.
Matrimoni, gite (Roma nel 1968, Montallegro nel 1969, Isola d’Elba nel 1970, Roma nel 1971, Loppiano nel 1973), la visita pastorale di mons. Fenocchio nel 1969, campeggi e feste parrocchiali, persino l’entrata nel 1977 del nuovo parroco di allora: don Francesco Pagani che prendeva il posto di mons. Luigi Simonini trasferito nella parrocchia di San Nicolò a Bagnone.
Per Corlaga, che festeggia il 29 giugno il suo patrono San Pietro Apostolo, è stata occasione di incontro durante il quale sono emerse storie personali di vario genere. Alcuni hanno ricordato momenti di festa e celebrazioni, sono riaffiorati racconti di giochi d’infanzia, di eventi significativi e piccoli episodi quotidiani.
Questi ricordi hanno permesso di riscoprire legami affettivi e di trasmettere alle nuove generazioni storie che rischiavano di andare perdute. È stato anche momento di riflessione su ciò che è stato e su ciò che ancora potrà essere e di nostalgia di un tempo che è passato, riconoscendo volti di persone care e di altri che erano sbiaditi nella memoria e che sono tornati alla mente come un bagliore.
Ma anche di malinconia per una vita che non esiste più, per una comunità che nel giro di cinquant’anni si è dimezzata e che, seppur ancora viva, risente di un invecchiamento sempre più marcato e di una denatalità impensabile in quegli anni di fervore e di speranza. Facendo un tuffo nel passato, è emerso un profondo sentimento di gratitudine per aver vissuto una vita così diversa da quella di oggi, un tempo fatto di semplicità, legami autentici e momenti condivisi, che oggi risplendono con un valore ancora più prezioso.
Gratitudine anche verso chi non c’è più, tante persone della comunità che hanno lasciato un segno, che hanno insegnato molte cose e fatto vivere momenti di allegria e spensieratezza, che hanno aiutato la comunità a crescere.
Un sentito ringraziamento va a chi ha reso possibile questo viaggio nel tempo, donando la preziosa opportunità di rivivere e custodire quei momenti passati che continuano a illuminare il presente con emozioni e ricordi condivisi.

(Elena Martinelli)