Intanto Marino Pellegrini è il nuovo allenatore degli Allievi Regionali

In mezzo alla confusione che ancora serpeggia sul futuro della Pontremolese, apriamo però con una notizia dell’ultima ora, ovvero che Mister Marino Pellegrini sarà il nuovo allenatore della squadra che parteciperà al prossimo campionato Allievi Regionali Toscano.
Da sempre un punto di riferimento del calcio giovanile, da questa stagione guiderà la massima categoria regionale prendendo il testimone dei Mister Chelotti e Olmi. Mister Pellegrini sarà coadiuvato da uno staff di qualità composto da Simone Menichetti, che seguirà la parte atletica, Gianni Carreri come preparatore dei portieri e Matteo Erta come collaboratore tecnico.
Intanto tutto sembrerebbe deciso sul futuro del nostro calcio con 106 di storia che rischiano di scomparire
Ovviamente novità che non possono far dimenticare quanto accaduto e prendiamo spunto da quello che scrisse a suo tempo, in una cartolina, Beppe Melli, nuovo gestore del tabacchino di Piazza della Repubblica, recante la scritta apocalittica: “Pontremoli città che muore!”, che destò uno scalpore tale da provocare reazioni a tutti i livelli. Assurdo allora mettere per iscritto una frase del genere, per altro spietatamente realistica, quando tutto sembrava dimostrare che Pontremoli potesse veramente, per i più diversi motivi, trovare soluzioni nuove per il proprio futuro.

Quanto successo poi dice che il povero Melli non aveva tutti i torti perché la città di allora, con circa novemila abitanti, sta scendendo lentamente verso i seimila e probabilmente per il 2030, nonostante lo smart working, scenderà ineluttabilmente verso i cinquemila, se non peggio. Nel grigiore generale, qualche luce però splende ancora; poche invero, ma tali da dare l’illusione che qualcosa possa ancora succedere, anche se le previsioni non sono delle più rosee. Tutto questo solo per puntualizzare che uno dei punti di forza dell’immagine di una Pontremoli sempre più barcollante, restava il suo blasone calcistico, ovvero quello di avere una squadra da ormai 25 anni ai massimi livelli possibili per le ambizioni locali. Un lustro trascorso tra Promozione ed Eccellenza, con una breve parentesi in Prima, come dire quasi sulla falsariga del capoluogo di Provincia.
All’improvviso, però, tutto questo, sembra sia stato cancellato con un banale colpo di spugna, in più con la scusa che comunque il nome resterà sempre vivo, legato alla sopravvivenza del settore giovanile. Per favore, smettiamo di prenderci in giro!
A noi non importa chi sta dietro alla decisione e come sia stata presa, se qualcuno ha sbagliato più del necessario ed ha voluto fare “il grande” per ambizioni tutte da verificare, o per sopravvalutazione dei propri mezzi. A noi importa che la Pontremolese, con una storia incancellabile alle spalle, resti quello che è sempre stata: una squadra che gioca per il piacere di farlo e per rappresentare una città nel suo pieno diritto campanilistico, come vuole la migliore tradizione calcistica, che non può prescindere, dalla A al più remoto torneo giovanile, di identificarsi con il luogo che la esprime.
Se qualcuno, pensa che la soluzione dell’impegno nel settore giovanile possa essere sufficiente, si sbaglia di grosso, perché la Lunigiana ci è già passata in cento modi e nessuno ha retto, ultima, eclatante, l’esperienza dell’Aullese, durata forse un paio di anni o poco più, per sparire poi nel nulla. Quindi, l’invito esplicito, fatto con l’arma più naturale, quella delle cose dette senza riserve e non a denti stretti: i responsabili della scelta devono uscire allo scoperto, dire come stanno le cose, perché si è giunti a una decisione così drastica e cosa si può fare per uscirne con decoro e senza cancellare una storia che non merita di finire così solo per gli errori di valutazione di qualcuno.
L’invito per l’impegno dell’amministrazione
La sollecitazione, come naturale, non può venire solo da noi, ma da una Amministrazione Comunale che ha il dovere morale, civile, sportivo e umano di prendere posizione in maniera drastica e indiscutibile perché le cose si sistemino, anche con la prospettiva di prendere in mano direttamente la situazione. L’ipotesi non è affatto assurda, anzi del tutto calzante perché porterebbe a quel chiarimento dei fatti che altrimenti in ogni modo resterà nell’ombra senza portare ad una soluzione plausibile.

Spontaneo, quindi, vista la piega che le cose sembrano avere assunto, che si provveda rapidamente per fare chiarezza sulla situazione e che chi di dovere esca allo scoperto per definire quale debba essere veramente il futuro del nostro calcio, senza lasciare credere che una squadretta (ovvero il Pontremoli FC) come quella inventata un paio di anni fa e senza una sostanza reale, come dimostrato di recente dai fatti, possa assumersi l’impegno di rappresentare una città, oltretutto partendo dal gradino più basso del sistema.
Il nostro appello va direttamente al Sindaco che, proprio per l’amore che ha sempre dimostrato per la nostra Pontremoli, faccia i passi necessari perché quanto messo in atto venga adeguatamente cancellato e chi di dovere assuma le responsabilità che gli competono, che portino al risultato atteso.
Ovvero quello di proseguire sulla strada di ieri, magari, come già detto, facendo scendere in campo i ragazzi del settore giovanile, ma per difendere, anche perdendo sul campo, quell’orgoglio che ci ha sempre caratterizzato nella storia e a cui non abbiamo mai rinunciato anche nei momenti più difficili del nostro passato. Tra l’altro, finalmente, portando sul campo della Promozione i nostri giovani, riusciremo a dimostrare, al di là dei risultati, che il settore giovanile serve a qualcosa, cosa che finora non avevamo ancora capito, visto che dei nostri giovani calciatori, cui si vorrebbe riservare tutta l’attenzione possibile, ben pochi hanno avuto il piacere in passato di esprimersi a certi livelli.
Quindi, per favore, torniamo con i piedi per terra e, se necessario, facciamo spazio ad altre soluzioni, che forse sarebbe un vantaggio per tutti.
(Luciano Bertocchi)



