Le consuete note di cronaca settimanale vengono redatte al chiudersi della prima decade di giugno. Nonostante il meteo un po’ indeciso, con frequente accampamento e scorrimento di nuvole in cielo, le precipitazioni si sono prese una pausa dopo un lungo periodo in cui era stato raro collezionare tre giorni asciutti di fila.
Nella prima frazione del mese, infatti, i pluviometri hanno raccolto pioggia e i pluviografi si sono ‘mossi’ a registrarla su diagramma soltanto giovedì 5: nella maggior parte del territorio lunigianese, si è trattato di un episodio minimale, che ha visto totalizzare non oltre 3-5 mm laddove i rovesci si sono rivelati più… generosi.
Diverse le masse d’aria che hanno interessato le nostre regioni in questo primo scorcio di estate meteorologica: domenica 1° giugno, resistevano ancora aria asciutta e cielo limpido sperimentati a fine maggio. Poi, da lunedì 2, nuvolosità variabile e ventilazione dal quadrante ovest hanno contenuto il livello termico diurno, mentre le schiarite notturne hanno permesso un buon irraggiamento e minime nei canoni di avvio di stagione estiva.
Detto dei piovaschi di fine notte/primo mattino del 5, si rileva che la nuvolosità mediamente più elevata è coincisa con i giorni 5 e 6. Le schiarite di sabato 7 sono avvenute in un contesto ormai più umido, reso però accettabile dalla vivace ventilazione di provenienza marina.
Intanto, l’atmosfera andava ulteriormente deteriorandosi divenendo non solo più fosca in basso, ma persino caliginosa in alto per la presenza degli aerosol da polveri in sospensione, queste ultime dovute alle correnti d’alta quota che hanno trasportato i fumi degli estesi incendi che divampano da settimane nei lontanissimi territori canadesi di Alberta, Manitoba e Saskatchewan.
Da lunedì 9, il cielo può dirsi essere tornato nel complesso sereno, con qualche cumulo diurno: purtroppo, la situazione descritta attenua la radiazione solare e rende torbida e opalescente l’atmosfera negando l’azzurro nitido del cielo.
Pur mancando, al momento di andare in pagina, i dati definitivi di oggi (martedì 10, ndr) per stilare la media della prima decade di giugno, si può anticipare un piazzamento superiore alla norma di circa 1,5°C per le minime e quasi 2°C per le massime.
La sensazione, peraltro, è stata quasi opposta, di relativa frescura almeno sette giorni su dieci, e questo grazie all’attiva ventilazione e all’andare e venire di nuvole. I primi 30°C si sono affacciati a Villafranca lunedì 9, mentre martedì 10 tale soglia ha sfiorato anche Pontremoli. Altre regioni, rimaste sottovento per quasi tutta la decade, hanno registrato più caldo e scarti positivi dalla norma più marcati rispetto alla Lunigiana.
In effetti, curiosando nella serie storica, si scorgono ‘primi atti’ di giugno più caldi di questo nel 1982, 1983, 1998, 2000, 2003, 2015 e 2022, giusto per citare quelli più evidenti dell’ultimo cinquantennio. Il problema è che, rimontando nel passato, la casistica si riduce sempre più a pochi eventi per la ben nota causa del riscaldamento globale che stiamo vivendo.
a cura di Maurizio Ratti, Mauro Olivieri e Giovan Battista Mazzoni



