La triste spirale della violenza
Martin Luther King (1929 – 1968)

Una volta c’erano profeti di pace, statisti tesi a costruire un mondo vivibile sulle rovine della seconda guerra mondiale, con la consapevolezza che le armi nucleari fossero una minaccia terribile per l’umanità.

C’erano Gandhi, Martin Luther King, mons. Helder Camara, Oscar Romero… gli artigiani della pace. Ma c’erano anche statisti che portavano il loro mattone per costruire un ordine mondiale basato sul diritto e, per quanto possibile, sulla giustizia. Nasceva l’Onu, l’Organizzazione mondiale della Sanità, la Fao, l’Unicef… c’era una spinta per tentare di dare un senso alla politica e di porre le basi per una convivenza internazionale dignitosa. In gran parte del mondo c’era stato anche il superamento del colonialismo e molti popoli sognavano la libertà e l’emancipazione dalla fame. Non tutto era oro quello che luccicava: c’era la cortina di ferro, c’era la Cina, c’erano i conflitti in Medio Oriente… tuttavia restava un bagliore di speranza nel futuro.

Il presidente Donald Trump

Oggi si è costretti a fare il tifo per Netanyahu o per Khamenei, a subire le intemperanze di Trump, a dover discutere sulla candidature indecente a mediatore di un personaggio come Putin nella guerra tra Israele e Iran. Nel G7 in Canada i vari capi di stato hanno convinto un recalcitrante Trump a firmare una “dichiarazione sui recenti sviluppi tra Israele e Iran”in cui si dice: “Sollecitiamo che la risoluzione della crisi iraniana porti a una più ampia de-escalation delle ostilità in Medio Oriente, compreso un cessate il fuoco a Gaza. Resteremo vigili rispetto alle implicazioni per i mercati energetici internazionali e pronti a coordinarci, anche con partner che condividono i nostri stessi valori, per tutelare la stabilità del mercato”. Quanto possano contare le parole in un mondo, quello dei potenti, che ha demolito più o meno quasi tutte le regole diplomatiche creando un mondo basato sulla forza e sulla violenza. Intanto sul campo le cose stanno ben diversamente.

Effetti dei bombardamenti a Gaza (Foto N. Saleh)

“Alla de-escalation è stata preferita l’escalation, aumentare il numero di guerre in corso, anziché cominciare a chiuderne qualcuna. E non sappiamo per quanto ancora si vorrà allargare il perimetro del conflitto prima che non crolli tutto”. è una dichiarazione del Custode di Terra Santa Patton mentre “tutti i colleghi di Caritas Gerusalemme, da venerdì mattina, hanno sospeso tutte le operazioni, in Palestina”, spiega Danilo Feliciangeli, responsabile del Servizio Medio Oriente e Nord Africa, di ritorno da un incontro in Libano con tutte le Caritas del Medio Oriente, Nord Africa e Corno d’Africa. Si dice che stia nascendo un nuovo ordine mondiale. Quello che è certo che finora si vedono macerie ovunque e quale mondo nuovo si può costruire sulla violenza? Non viene il dubbio che ogni casa distrutta, ogni bimbo morto, ogni persona morta, mutilata, ogni affetto perduto faccia crescere un odio che prima o poi si ritorcerà contro chi quella violenza ha provocato e prodotto?

Giovanni Barbieri