La grande pala in marmo del “maestro di Viano”

La scultura della fine del XV sec. si trova sulla facciata della Pieve di San Martino, al centro del “piovero” nella Lunigiana orientale

La scultura in marmo sulla facciata della Pieve di Viano: raffigura la Madonna col Bambino fra i Santi Martino e Giovanni Battista

Quando ci si trova di fronte ad essa quasi non sembra vera: è la grande pala d’altare in marmo che campeggia sulla facciata della Pieve di Viano, collocata proprio sopra il portale di accesso all’antico edificio sorto al centro di un ampio territorio fra le valli dei torrenti Bardine e Lucido nella Lunigiana orientale, un tempo strategico nelle vie di comunicazione fra aree e città importanti come Lucca e la Garfagnana, le valli emiliane, le località poste sul mare di Luni.
Sotto l’alto profilo delle Alpi Apuane, distribuiti su un’area caratterizzata da coltivi e terrazzamenti, nella giurisdizione della Pieve di San Martino ancora oggi si riconoscono undici tra paesi e piccoli agglomerati di case, ultimo retaggio di un “piovero” che trova la propria origine molti secoli addietro.
Tempi dunque ben precedenti a quella prima notizia scritta relativa all’edificio sacro e risalente alla metà del XII secolo, per una storia plurimillenaria durante la quale la chiesa ha vissuto alterne vicende, le ingiurie del tempo e soprattutto i capricci di una terra ballerina.
Al cospetto della grande scultura in marmo posta all’esterno si resta quasi increduli, certo affascinati. Si tratta di un’opera d’arte che risale agli ultimi anni del Quattrocento e propone tre figure ad altorilievo inserite all’interno di altrettante nicchie: al centro è la Madonna col Bambino, mentre ai lati sono San Martino vescovo a sinistra e San Giovanni Battista a destra.

La Pieve di San Martino nei pressi del paese di Viano, nella Lunigiana orientale

Al di sopra di questa grande lastra centrale è una lunetta con la raffigurazione dell’Eterno Padre, mentre nella predella sottostante è scolpita la teoria dei dodici Apostoli. La Madonna è in piedi, dalla posa frontale, lo sguardo rivolto all’osservatore: con il braccio sinistro regge il Bambino che ha la mano posata sul globo.
Di dimensioni minori i due santi nelle nicchie: il titolare della chiesa, San Martino di Tour, in abiti vescovili, è in atteggiamento benedicente; la presenza della figura San Giovanni Battista è invece una ulteriore testimonianza della devozione qui esistente, rimarcata anche dall’esistenza di un altare a lui intitolato all’interno dell’edificio e noto nel XVI secolo. La pala è completata dalla presenza, sopra le nicchie entro le quali sono gli altorilievi dei due santi, di due riquadri dove è rappresentata l’Annunciazione.
Un’opera di notevoli dimensioni (260 x 188 cm circa) realizzata da uno scultore non ancora noto, ma certo un “maestro”, forse un artista carrarese o comunque all’opera in quei laboratori di scultura di Carrara che nel Quattro e Cinquecento erano frequentati dai più grandi maestri del Rinascimento.
Gli studi compiuti hanno evidenziato influenze artistiche toscane nell’impianto complessivo della pala mentre più ad un ambito ligure-lombardo si richiamano le figure dei due santi. Quella della Madonna sembra dunque essere quella meglio riuscita: scolpita a tutto tondo, rivestita di panneggi dalle pieghe morbide che ricadono con un movimento e che anticipano modelli successivi.
Se non si conosce il nome di questo “maestro di Viano”, è invece ipotizzabile l’originaria collocazione per la quale quest’opera era stata commissionata. Prima del trasferimento sulla facciata dove sorprende quanti si trovino a transitare da qui, la grande pala in marmo era posta sopra l’altare maggiore della Pieve.
Quasi certamente, infatti, fa riferimento ad essa la relazione seguita alla visita apostolica di mons. Angelo Peruzzi nel 1584, circa un secolo dopo la sua realizzazione. La decisione di spostarla all’esterno deve essere avvenuta in occasione di uno dei numerosi interventi sull’edificio, sia per le trasformazioni architettoniche dovute ai nuovi gusti artistici, sia per porre rimedio ai danni dei numerosi terremoti verificatisi in questa zona a cavallo fra Lunigiana e Garfagnana. Scosse sismiche che anche in anni recenti hanno colpito duramente l’edificio, riaperto al culto solo pochi anni fa.

Paolo Bissoli