Oltre 200 giovani della Diocesi di Massa Carrara – Pontremoli al Giubileo degli adolescenti a Roma nei giorni della morte del Papa. La testimonianza di una partecipante

Quando tutti noi abbiamo deciso di partecipare al Giubileo degli adolescenti le aspettative erano diverse. Le circostanze ci hanno portato a vivere un’esperienza inaspettata, unica, che ha richiesto coraggio e apertura verso quello che sarebbe stato. Nonostante l’incertezza, migliaia di giovani hanno scelto di partire avendo nel cuore la speranza.
Dalla nostra diocesi la mattina del 25 aprile siamo stati partiti in circa 200, tra ragazzi e accompagnatori, ospitati dalla parrocchia di San Giuseppe da Copertino, che ha messo a disposizione le strutture parrocchiali e ci ha offerto il pranzo, preparato dai volontari.
Nel pomeriggio abbiamo partecipato alla “via Lucis” davanti alla chiesa di San Pietro e Paolo, nel vicino quartiere dell’EUR. Questo evento, a cui hanno partecipato migliaia di giovani, ripercorreva gli incontri che Gesù ha avuto con i testimoni oculari della Resurrezione, dal giorno di Pasqua a Pentecoste, presieduto dall’arcivescovo mons. Rino Fisichella.

Si è trattato di un momento di preghiera strutturato appositamente per i ragazzi, direttamente coinvolti dall’alternanza di letture, preghiere, gesti simbolici e parti recitate. Il filo che collegava tutte le stazioni era il racconto dei giovani che in strada verso Roma si erano persi e che grazie agli incontri di alcune figure come Santa Maria Maddalena o San Tommaso sono riusciti a tornare sulla strada giusta.
Gli incontri che Gesù ha avuto nei giorni successivi alla Pasqua, sono stati reinterpretati con una chiave più moderna per rendere comprensibili concetti spesso difficili da spiegare. Per la prima volta i ragazzi della nostra Diocesi sono stati fianco a fianco con migliaia di altri giovani come loro, giunti a Roma con il loro stesso scopo.
La mattina di sabato 26, in Piazza San Pietro si è tenuto l’ultimo saluto a Papa Francesco. Purtroppo non è stato possibile partecipare alla celebrazione, ma i ragazzi hanno seguito le esequie collegati online, con un commento fatto appositamente per loro che utilizzava parole più semplici e spiegando usanze particolari.

Nel pomeriggio il gruppo diocesano si è diviso: ogni parrocchia ha avuto la possibilità di fare le stesse attività, ma in momenti diversi, nei tanti momenti di incontro e animazione dei “Dialoghi nella città”, ospitati in varie piazze di Roma.
Data la chiusura delle Porte Sante di San Pietro e Santa Maria Maggiore, abbiamo varcato quella di San Paolo fuori le Mura. All’interno della Basilica abbiamo potuto ricevere il sacramento della riconciliazione così da ricevere l’indulgenza.
Successivamente abbiamo visitato i luoghi più simbolici della città come il Colosseo o la Fontana di Trevi. Il concerto al Circo Massimo che si sarebbe dovuto tenere sabato sera, è stato annullato per lutto, così alcune diocesi toscane si sono riunite in una parrocchia nel quartiere della Garbatella per un momento di adorazione preparato dai ragazzi del posto.
Domenica mattina ci siamo svegliati molto presto per provare a raggiungere Piazza San Pietro il prima possibile.
Con un po’ di fatica, di sacrifici e non senza qualche imprevisto, i ragazzi delle parrocchie di Scorcetoli e Malgrate sono riuscite ad entrare in piazza e a sedersi in prima fila per partecipare alla messa.
In poco la piazza e tutta via della Conciliazione si è riempita di giovani, le immagini dall’alto mostravano migliaia di puntini che si muovevano per essere un po’ più vicini a quella chiesa simbolo della cristianità nel mondo, creando come un quadro colorato, felice e in continuo movimento.
In occasione del Giubileo degli adolescenti ci sarebbe dovuta essere la canonizzazione del beato Carlo Acutis, che purtroppo però è stata sospesa a causa della morte del Pontefice. La messa è stata celebrata dal cardinale Pietro Parolin, che durante l’omelia ha ricordato Papa Francesco.
Il Cardinale ha detto alle migliaia di ragazzi che la misericordia spegne l’odio, che non ci può essere pace senza il riconoscimento dell’altro, senza l’attenzione verso i più deboli, che noi siamo strumenti di misericordia per l’umanità.
Il cardinale ha aggiunto: «La gioia pasquale, che ci sostiene nell’ora della prova e della tristezza, oggi è qualcosa che si può quasi toccare in questa piazza; la si vede impressa soprattutto nei vostri volti, cari ragazzi e adolescenti che siete venuti da tutto il mondo a celebrare il Giubileo. A voi rivolgo un saluto speciale, col desiderio di farvi sentire l’abbraccio della Chiesa e l’affetto di Papa Francesco, che avrebbe desiderato incontrarvi, guardarvi negli occhi, passare in mezzo a voi per salutarvi».
Dopo la messa siamo riusciti a passare anche la porta Santa di San Pietro in Vaticano per poi tornare a casa, consapevoli di aver vissuto un’esperienza straordinaria, inaspettata, a tratti difficile, ma ricca di gioia e Speranza.
(Elena Martinelli)



