Il Cantamaggio della Lunigiana fra tradizione e voglia di festa

Nel nostro territorio è una manifestazione che si ripete ogni anno soprattutto a Montereggio, Rossano, Corlaga e a Regnano di Casola

Il Canto del Maggio a Montereggio

Appuntamento con la tradizione e la convivialità per celebrare l’arrivo della primavera attraverso canti, danze e festeggiamenti: questo è il Cantamaggio manifestazione che rappresenta un’esplosione di canti, colori e folklore.
Tra la fine di aprile e i primi giorni di maggio, da secoli, giovani ed anziani si ritrovano per festeggiare la bella stagione “ingraziarsi” le divinità della terra e brindare al risveglio dei sensi. Un appuntamento che intreccia un’antica festività pagana, di origine contadina e la tradizione locale.
I “maggianti” (così sono chiamati coloro che portano avanti questa tradizione), trasmettono i profumi e i colori della primavera nelle case degli abitanti seguendo un itinerario ben preciso.

Foto di gruppo con i maggianti del Cantamaggio di Montereggio (foto Lunigiana World)

Infatti questi “cantanti” di strada si recano di casa in casa, lungo tutto il paese e nelle frazioni vicine, celebrando l’arrivo della primavera con brevi strofe cantate e con il festoso accompagnamento di fisarmoniche e altri strumenti, ricevendo l’offerta di prodotti culinari vari.
È un rito propiziatorio che affonda le radici in tempi remoti, già gli antichi celti, etruschi e liguri celebravano nel mese di maggio Beltaine, una antica festa pagana durante la quale venivano accesi falò per purificare uomini ed animali.
Il gruppo di maggianti, vestiti con abiti da contadini, fazzoletti colorati al collo e cappelli di paglia in testa girano di casa in casa per tutto il paese. Intonano stornelli e sonetti accompagnati da fisarmoniche, violini, pifferi e strumenti ritmici. Le persone omaggiate dai canti sono schierate sulla soglia di casa ed al termine dell’esibizione canora invitano tutti ad entrare in casa omaggiandoli con vino e prodotti locali.

Cantamaggio di Rossano di Zeri (foto tratta da un filmato di Lunigiana World)

I testi dei canti riguardano molteplici temi: la natura, le persone, le stagioni, gli avvenimenti del paese, il tutto cantato con ritmo allegro e gioioso. Questo tipo di canto ha trovato terreno fertile nei territori delle tre regioni confinanti: Emilia Romagna, Liguria e Toscana, grazie alla facilità dei rapporti tra i diversi versanti dell’Appennino.
Zona di passaggio per eccellenza, la Lunigiana ha visto numerose località in cui veniva celebrato questo rito propiziatorio, ora sono rimaste quattro luoghi principali in cui viene eseguito, Montereggio, Rossano, Corlaga e Regnano di Casola.

Uno di quelli più celebri, a Montereggio nel comune di Mulazzo, viene eseguito il cosiddetto Cantamaggio “lirico” o anche “augurale”, diverso, quindi da quello “per le anime purganti”. Qui lo scopo è solo quello di portare il messaggio della primavera con il canto. Viene eseguito sulla strada, in attesa dell’invito ad entrare per bere e mangiare quello che la padrona di casa ha preparato.

Cantamaggio di Corlaga (foto tratta da un filmato di Lunigiana World)

Dopo un periodo di incertezza, è ripreso nel dopoguerra, sotto la guida di Roberto Maucci, e, nel 2003, ha contribuito a dare origine alla Rassegna interregionale del Cantamaggio, che riunisce i gruppi di maggianti attivi sui diversi territori.
Abbiamo accennato al Cantamaggio “per le anime purganti” era quello che veniva eseguito a Rossano di Zeri che ne ricorda il legame con il Purgatorio, dove le anime “scontano” per i peccati commessi. L’appuntamento stagionale era quindi un modo per raccogliere elemosine a favore delle anime del purgatorio, gli alimenti ricevuti durante il percorso venivano posti all’incanto e il denaro utilizzato per messe di suffragio dei defunti.
La tradizione del Cantamaggio di Rossano è stata ripresa solo negli Anni ’70 e ’80; merito anche del parroco di allora, don Adriano Filippi, che era riuscito ad attirare l’interesse di un bel numero di giovani.

Il gruppo bagnonese del Maggio di Corlaga

Il testo del “Cantamaggio” di Rossano è molto articolato e si basa sullo scambio di battute tra il capogruppo e la padrona di casa sulla concessione o meno di lasciar cantare il Maggio davanti a casa ed esaudire le richieste.
Particolare il Maggio di Corlaga nel bagnonese, qui è un solista a cantare le strofe di quartine in rima (adattate alle persone visitate). La compagnia si reca nelle diverse frazioni, a partire dalla sera del 30 aprile e andando avanti tutta la notte.
A Regnano di Casola, si tiene la rappresentazione del Maggio cosiddetto garfagnino, che trae origine dai “Cantamaggi drammatici” nati tra il sette e l’ottocento, sulla spinta della fantasia e maestria di Pietro Metastasio. Ma non solo in Lunigiana, anche a Varese Ligure, nell’alta Val di Vara il corteo dei “maggianti”, si ritrova in piazza per percorrere tutti i carruggi e la campagna del paese per ripetere l’antica tradizione della questua cantata.

(Riccardo Sordi)