In Cattedrale l’ordinazione sacerdotale di Giorgio Lazzarotti, di Massa, classe 1998. Alunno del Seminario interdiocesano di Pisa, aveva ricevuto l’ordinazione diaconale il 10 marzo

“Dio che ha iniziato in te la sua opera, la porti a compimento”. Con queste parole, previste dal rito di ordinazione il vescovo diocesano, Mons. Mario Vaccari, ha accolto “gli impegni” presbiterali di Giorgio Lazzarotti, 26 anni e originario di Massa, che lo scorso martedì 17 settembre ha ricevuto l’ordinazione sacerdotale.
La celebrazione ha avuto luogo presso la Basilica Cattedrale dei SS. Pietro e Francesco a Massa, in una data e un luogo certamente non casuali. Quest’anno infatti il 17 settembre sono ricorsi 800 anni da quando San Francesco d’Assisi, sul monte de La Verna, ha ricevuto dal Signore l’impressione delle sacre stimmate che, come afferma il Sommo Poeta nel canto undicesimo del Paradiso, furono “ultimo sigillo, che le sue membra due anni portarno”.
Com’è noto inoltre la Cattedrale di Massa, per ricordare questa ricorrenza – dal 27 marso al prossimo 4 ottobre – ha ottenuto dalla Penitenzieria Apostolica la concessione di essere luogo giubilare. L’ordinazione presbiterale di Giorgio è giunta dunque a “sugellare” un momento già importante per la diocesi e la città di Massa che, in San Francesco, venerano il proprio patrono.
Ma anche per il vescovo Mario che, come sappiamo, è figlio di San Francesco in quanto appartenente all’ordine dei frati minori.
La celebrazione ha visto la presenza di tanti fedeli, autorità e sacerdoti tra cui mons. Roberto Filippini (vescovo emerito di Pescia e già rettore del seminario di Pisa). Mons. Vaccari nell’omelia ha ricordato come le letture proclamate portano non solo a considerare “il sacrificio di sé compiuto da Cristo” ma anche la sua “ricaduta” sulla vita concreta del sacerdote e di ogni discepolo. La carità pastorale del sacerdote – ha proseguito parafrasando l’esortazione apostolica Pastores dabo vobis di San Giovanni Paolo II – non solo scaturisce dall’Eucaristia ma, nella sua celebrazione, trova la realizzazione più alta poiché da essa il sacerdote “riceve la grazia e la responsabilità” di connotare in senso “sacrificale” la sua esistenza ad immagine di Cristo che, vittima immacolata, fu “benaccetta a Dio”.
Nell’offerta di Gesù troviamo la sua eulábeia, una pietà sofferta e perseverante, una “buona accoglienza” di ogni desiderio divino che – perfezionato nell’obbedienza filiale al Padre – diventa agápé, cioè amore incodizionato, “fino alla fine” per gli uomini.
Quindi il vescovo Mario ha sottolineato come “le guide della Chiesa” prendono parte al suo sacrificio che è “personale, esistenziale e spirituale”. Vi prendono parte come battezzati (partecipando al sacrificio di Cristo e offrendo la vita al Padre) e come guide (unendosi alla mediazione salvifica cui “è finalizzato” il sacrificio stesso, aiutando i fedeli a offrire la vita a Dio).
Come battezzati inoltre accolgono lo Spirito con la sua “spinta ascensionale” verso il Padre. Come guide lo comunicano agli altri battezzati, specialmente presiedendo la celebrazione del sacrificio eucaristico. Mons. Vescovo ha quindi affermato come l’esperienza di Francesco sul monte de La Verna, attraverso l’Eucarestia, è stata di immersione nell’amore misericordioso di Gesù. Infine si è rivolto direttamente a Giorgio ricordando come la sua carità pastorale, che proseguirà ancora di più con la celebrazione eucaristica che d’ora in poi potrà presiedere, abbia finora “assunto il carattere dell’educatore” per i giovani, nella ricerca della fraternità con i compagni di Seminario, nei caratteri della “gioiosa sequela di Cristo” al servizio al Popolo di Dio.
Quindi l’augurio che questa consacrazione possa “approfondire l’offerta di Cristo” per il bene degli uomini e che i segni della Sua passione possano “infiammare” Giorgio col fuoco del Suo amore. Al termine della celebrazione “don” Giorgio, tra gli applausi e i canti della Cappella Musicale, ha incontrato e benedetto confratelli ed amici.
Fabio Venturini



