Carlo Del Prete, trasvolatore atlantico

Le origini fivizzanesi e i soggiorni nella valle del Lucido nel 100° anniversario dell’incidente aereo

Carlo Del Prete (1897 – 1928)

Nei giorni scorsi l’Associazione “Carlo Del Prete trasvolatore atlantico” di Lucca ha ricordato l’incidente che 100 anni fa ebbe a subire il trasvolatore durante un ammaraggio col suo idrovolante.
Nel giugno di quell’anno, il 1924, venne dimesso dall’ospedale militare della Spezia, dove era stato ricoverato per sei mesi, ma non era completamente guarito, perché la gamba destra era più corta di 5 centimetri ed il ginocchio non aveva completa mobilità. Poté riavere il permesso a volare solo nel maggio del 1925. Nel periodo della convalescenza abitò per lungo tempo nella casa della nonna materna di Fazzano, un piccolo paese della Valle del Lucido non lontano da Monte dei Bianchi.

Fu proprio questo legame che ha fatto considerare Carlo Del Prete lunigianese e Fazzano “suo secondo paese natale”. Molte sono le imprese che Del Prete fece negli anni Venti del secolo scorso insieme al suo amico napoletano Francesco De Pinedo.

La chiesa della Madonna della Neve a Monte dei Bianchi

Il loro epistolario ci rivela “la passione con cui questi due ingegneri-piloti studiassero e applicassero modifiche tecniche: … la Cloche si può spostare 10 centimetri avanti… Tenere le gambe orizzontali mi sembra una posizione comoda”, scriveva De Pinedo nel 1926. Ma a portare alle stelle il nome di Carlo Del Prete fu l’impresa compiuta nel 1927.
In quell’anno De Pinedo con Del Prete secondo pilota attraversarono l’Atlantico, le due Americhe da Sud a Nord e tornarono in Italia attraversando di nuovo l’Atlantico, con un raid di 44.000 chilometri.
“Lo straordinario volo portò entusiasmo nel mondo e, soprattutto, in Lunigiana e a Fivizzano, dove si creò un comitato d’onore. Un altro comitato nacque nella Valle del Lucido, incaricato di preparare grandi festeggiamenti che si svolsero a Monzone, dove confluirono i rappresentanti di tutti i paesi della valle: Viano, Tenerano, Equi, Gragnola, Monte dei Bianchi, Vinca, ma anche di Gassano, Casola, Codiponte. Dei festeggiamenti fu fatta una relazione dal segretario del fascio di Monzone e fu inviata a Del Prete.
“A conclusione della festa fu allestito un grande banchetto, in un castagneto di Bernardini, servito da Lunini Pilade” (G. Pellegrinetti).
Quelli citati nella relazione sono nomi che i più anziani di Monzone riescono a identificare e a ricordare. Nessuno, invece, è riuscito a conoscere il nome del Vinchese che, con grande enfasi, pronunciò un discorso durante la cerimonia, di cui riportiamo un passaggio.
“Perdura vivissima in noi la commozione che provammo allorché le cronache italiane portarono in patria l’eco dell’urlo trionfante del Santa Maria, che spaziava radioso nel suo incontenibile volo sopra immense e sconosciute moltitudini e regioni. Francesco De Pinedo e Carlo del Prete, ecco i nomi che passarono come un’ala di civiltà e di grandezza su milioni di bocche…..”.
A Del Prete è stato intitolato il piazzale della chiesa di Monte dei Bianchi. Nel novembre 2022 l’associazione Terre dei Bianchi e dei Bosi gli ha dedicato un convegno a Monzone, con la partecipazione di suoi famigliari venuti da Lucca, dove era nato nel 1897.
Morì in un incidente aereo a Rio De Janeiro nel 1928.

Andreino Fabiani