Fino al 28 luglio nelle Stanze della Rosa a cura della FIDAPA

L’acronimo Fidapa indica una Federazione Italiana Donne Arti Professioni Affari: sono donne imprenditrici, da parecchi anni una sezione opera in Lunigiana anche in attività collaterali alle specifiche finalità associative.
Sabato 20 luglio è stata allestita una mostra, salutata con parole di gratitudine e di soddisfazione della presidente di Fidapa Lunigiana Daniela Giovanacci e insieme ha tracciato un profilo essenziale sulle due artiste. Ha colto l’occasione anche di annunciare l’allestimento in corso di una biblioteca in tutte le Residenze Anziani.
Notizie e considerazioni sui grandi cambiamenti nella pittura del Novecento collegati alla filosofia del linguaggio le ha portate Beppe Benelli con una nota di apprezzamento delle donne imprenditrici.
Serena Pruno è figlia d’arte, è nata a Castelnuovo Magra ma è pontremolese per crescita. Il padre ha cercato per tanti anni di insegnare a tenere in mano pastelli e pennelli a migliaia di alunni alla Scuola Media di Pontremoli: ne abbiamo buon ricordo. Insegnante ma soprattutto un pittore che ha creato “quadri logici e misurati nelle loro scansioni volumetriche e strutturali” (Guido Carli) e con felici stesure cromatiche. La figlia Serena ha seguito un proprio percorso di formazione all’Accademia di Carrara e a Roma.
Ha fatto quadri di cielo e mare irrorati d’azzurro intenso. In mostra risalto speciale ha un grande quadro con una Sirena/Serena con folgorante abito rosso che dipinge il mare sugli scogli di Capri in vista della villa di Curzio Malaparte in rosso granata e sembra sorgere dal mare.

Franca Battilocchi è una signora di Gravagna naturalizzata milanese che continua a riempire il tempo dipingendo in un continuo ricercare emozioni e nuovi soggetti. Nelle Stanze della Rosa ha portato immagini di donne sole o in gruppo, velate da ombre, alcune non hanno i segni del volto, Franca dice che non c’è sotto una filosofia esistenzialista che contrappone vita autentica e vita banale, di un niente sociale, ma che semplicemente ha voluto cogliere “un andar di donne per le vie di Milano”.
Il natio borgo di Gravagna persiste nelle ricordanze di Franca come immancabile è il Campanone con la cupola del Duomo. Un certo personale cubismo si può rintracciare in sequenze di tetti o di ombrelli che portano a guardare lontano, al lago di Central Park, ai grattacieli di New York, metropoli che, quando l’abbiamo visitata, sappiamo che il massimo della sua bellezza è il continuo gioco di luci e ombre del cielo sulle facciate a specchio dei palazzoni. Sono i quadri che ci sono piaciuti di più, ben studiati anche nei rapporti matematici della prospettiva.
Maria Luisa Simoncelli



