In Emilia Romagna l’emergenza è ancora solo all’inizio

A due mesi dall’alluvione, cittadini e amministratori chiedono risarcimenti e interventi solleciti

Sarsina, strada interrotta per frane (Foto Corriere Cesenate) – Repertorio

Ci sono stati i morti, 17. E gli ingenti danni in pianura, nelle campagne e nelle città. La ripresa è stata rapida, anche se famiglie e aziende dovranno attendere a lungo per vedere qualche risarcimento. Ma nel dopo alluvione del 16 maggio, il vero dramma ora è quello legato alle frane. Se ne contano a migliaia, in Romagna.
Il territorio interessato è quello della media montagna, una fascia collinare compresa tra i 200 e i 500 metri, per un’estensione che va dalla valle del Rubicone, a cavallo tra il riminese e il cesenate, fino a lambire il territorio bolognese, nella zona di Imola. La lunghezza è di almeno 60-70 chilometri.
In quel settore, nella mattina tra il 16 e il 17 maggio scorsi, dopo 36 ore di piogge battenti, “sono venuti giù i boschi interi”, come si è ascoltato più volte in questi due mesi e come si è potuto verificare sul posto con numerosi sopralluoghi nelle vallate.
L’allarme, oltre che da numerosi abitanti, è stato sollevato anche dai sindaci. Tutti gli smottamenti sono stati sistemati e messi in sicurezza, ma in maniera provvisoria. Non ci sono più frane che invadono carreggiate.
La segnaletica è stata posizionata ovunque, ma di fronte a un nuovo acquazzone o a un evento simile a quello del maggio scorso, le numerose ferite aperte e al momento tamponate si potrebbero riaprire.

Si cerca di ricostruire un argine per bloccare l’acqua che sta allagando le campagne circostanti (foto ANSA/ SIR)

Questo è il timore che vivono i residenti, che in zona non solo hanno deciso di abitare, ma hanno anche operato investimenti in attività agricole o alberghiere. Per tornare a lavorare con una certa continuità, dicono, “ci vorrebbe qualche certezza”.
Ora i cantieri sono stati riaperti, dopo la chiusura per oltre 20 giorni. Alcune arterie sono ancora chiuse in maniera ufficiale, ma ormai vi transitano tutti.
“Entro la prossima settimana dovrebbero terminare i lavori – auspica la proprietaria di un b&b -. Un bel passo in avanti”, vista la situazione.
Per il completo ripristino della viabilità saranno necessari lavori di consolidamento per i quali si possono ipotizzare anni di impegno intenso, con la richiesta di importanti risorse economiche che al momento non sembrano arrivare.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella il 30 maggio durante sorvolo sulle zone dell’Emilia-Romagna colpita dal maltempo. (Foto: Ufficio Stampa Presidenza della Repubblica)

Alcune strade saranno da ridisegnare. Interi versanti saranno da palificare per cercare di ancorarli a un terreno che per ampi strati si presenta argilloso.
“Per far fronte a questa emergenza – fa presente la sindaca di Mercato Saraceno, Monica Rossi – solo per le strade comunali e vicinali a uso pubblico, per garantirne la sicurezza durante l’inverno, è stato stanziato un fondo di somma urgenza di circa 430 mila euro. Tuttavia, ad oggi, non sono ancora giunte le risorse necessarie per coprire quegli interventi”.
Ma per ripristinare del tutto solo il territorio di competenza comunale di Mercato Saraceno si ipotizzano “impegni finanziari di oltre 10 volte l’importo di quella somma e senza un tempestivo arrivo delle risorse per le opere pubbliche, c’è un rischio imminente di dover interrompere i lavori”.
Diventa inevitabile, a questo punto, un appello al generale Figliuolo. La sindaca, così come tanti suoi colleghi, chiede “collaborazione e sostegno al commissario (che mercoledì 12 luglio, a Ravenna, ha incontrato tutti i sindaci dei comuni interessati da alluvione e frane, ndr) e degli enti preposti affinché siano fornite le risorse finanziarie indispensabili per superare questa crisi e garantire la ricostruzione del nostro territorio”.
L’emergenza alluvione in Romagna non è terminata. Anzi, è solo all’inizio. Per comprendere la portata di quanto accaduto occorre venire sul posto, come molti sperano faccia il generale Figliuolo e con lui anche il presidente della Regione Stefano Bonaccini.

F.Z. – Agensir