Tensione politica sul rinnovo del presidente della SdS

Due candidati contrapposti, Roberto Valettini, sostenuto dal sindaco di Fivizzano ed Annalisa Folloni con l’appoggio del sindaco di Pontremoli, Jacopo Ferri

Riccardo Varese, presidente uscente della Società della Salute della Lunigiana
Riccardo Varese, presidente uscente della Società della Salute della Lunigiana

“Fumata grigia” per l’elezione del nuovo presidente della Società della Salute (SdS) della Lunigiana, con un grosso empasse politico che sta lasciando un velenosa coda di polemiche e di insinuazioni all’indomani del mancato accordo sul possibile nome del successore di Riccardo Varese. Infatti nell’assemblea dei Soci che si è riunita lo scorso 6 marzo non si è riuscita a trovare la quadra per votare il rinnovo delle cariche di presidente, di vice presidente e del terzo componente della giunta esecutiva.

Il sindaco di Aulla Roberto Valettini
Il sindaco di Aulla Roberto Valettini

E per la prima volta da quando esiste la SdS Lunigiana, il nuovo presidente potrebbe non essere eletto all’unanimità dei componenti dell’assemblea, come, invece, era accaduto finora, con le quattro presidenze consecutive a guida Riccardo Varese, sempre eletto all’unanimità. In particolare e tensioni si sono alimentate con la scesa in campo di due i candidati alla presidenza: da un lato il sindaco di Aulla Roberto Valettini e dall’altro, la sindaca di Filattiera Annalisa Folloni. Con il primo cittadino aullese la cui candidatura è stata apertamente sostenuta dal sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti, mentre per la sindaca filattierese si è speso il primo cittadino di Pontremoli, Jacopo Ferri. Una distanza che ha dato vita ad una “fumata grigia” all’assemblea anche per il mancato accordo sulla modalità di votazione: da un lato chi opzionava per l’ipotesi del voto ponderato, ovvero in base al numero degli abitanti del comune rappresentato, e chi per l’ipotesi che ogni voto valesse uno. Si è quindi deciso di rinviare la votazione chiedendo, nel frattempo, un parere legale sui metodi di votazione.

Momenti sicuramente ad alta tensione che hanno portato, il sindaco di Villafranca, Filippo Bellesi, a dimettersi dal suo ruolo di vicepresidente della SdS “Doveva essere il giorno dell’elezione del nuovo presidente – commenta Bellesi – invece, tra interpretazioni giuridiche sul come si dovesse votare Folloni o Valettini, e prese d’atto delle carenze di norme sul funzionamento del Consorzio, si è deciso di rinviare per acquisire qualche certezza in più. Ritengo che sia necessario rinnovare al più presto i ruoli esecutivi per dare forza a uno strumento importante come è la Società della Salute”. Ed intanto si è alzata la polemica, specie sulla candidatura della Folloni, sindaco di sinistra, appoggiata dal centrodestra. E il consigliera di minoranza di Filattiera, Federico Lucchetti di Forza Italia sottolinea che la prima cittadina “non può essere la candidata del centrodestra alla guida della SdS”. Questo perché “non si è mai posta in discontinuità con le politiche regionali. Non hai mai speso una parola sulle azioni di indebolimento e smantellamento degli ospedali lunigianesi”.

La sindaca di Filattiera Annalisa Folloni
La sindaca di Filattiera Annalisa Folloni.

La Folloni prova a smorzare le polemiche sostenendo che “La mia candidatura non crea alcun problema di tipo politico. In primo luogo perché non sono sostenuta solamente dai sindaci di centrodestra, come si è voluto far intendere in maniera non corretta, ed in secondo luogo perché la mia storia parla chiaro, sia da un punto politico, con la piena adesione ai valori della sinistra, sia per il mio impegno nel sociale che ha sempre caratterizzato la mia attività”. Sottolineando poi che è “dispiaciuta per questa situazione che si è venuta a creare – sottolinea la Folloni – anche perché stiamo parlando di un ente importante che mette in campo servizi fondamentali per il territorio. Sarebbe stato quindi doveroso trovare un accordo tra i 14 sindaci della Lunigiana”. La Folloni rivendica poi l’impegno perché il metodo di votazione sia “singolo”: ovvero che la preferenza di ogni sindaco valga uno e non in proporzione al numero degli abitanti “questa è una battaglia politica che mi attribuisco. Perché altrimenti i piccoli comuni restano emarginati e basta che i comuni più grandi si mettano d’accordo per imporre le loro decisioni a quelli più piccoli. In alcune così è giusto votare anche in base alle quote demografiche ma in altri no, come per l’elezioni del presidente”. (r.s.)