PONTREMOLI. Comune e Parrocchia intendono realizzare una sala polifunzionale da 120 posti. I primi lavori di messa in sicurezza e consolidamento finanziati con 100mila euro

Sono iniziati, la scorsa settimana, i lavori di recupero dei locali che nel passato ospitavano il coro della chiesa di San Giacomo d’Altopascio e il refettorio del convento delle monache. Si tratta di quella porzione retrostante l’edificio religioso abbandonata da decenni e che si affaccia sulla via Nazionale proprio al di sotto del rilevato del piazzale della stazione ferroviaria. Il progetto prevede il consolidamento e restauro degli spazi per realizzarvi, in futuro, una sala polifunzionale di 130 mq capace di accogliere fino a 120 persone, dotata anche di servizi igienici e di alcuni spazi accessori dove saranno collocate l’uscita di sicurezza, le scale di accesso in ferro e i dispositivi per il superamento delle barriere architettoniche.
A realizzare l’intervento sono il Comune di Pontremoli e la Parrocchia dei santi Giacomo e Cristina. Il primo, nel recente passato, aveva ottenuto dalla Regione Toscana un contributo di 46mila euro grazie ad una richiesta sul bando che destinava finanziamenti per lavori alle mura storiche delle città toscane. L’antico convento, infatti, era annesso alle difese urbane pontremolesi, come sottolinea anche la presenza di quel che resta di una delle antiche torri esistente nei pressi del sito oggetto dei lavori. A quella somma il Comune ha aggiunto risorse proprie, ma altre saranno necessario per vedere realizzato il progetto.
L’intervento in atto prevede infatti una prima spesa di circa 120mila euro, ma i lavori rientrano all’interno di un disegno più ampio che prevede opere il cui costo è ben superiore allo stanziamento attuale e per il quale saranno necessarie altre ingenti risorse. Attualmente, infatti, è in atto la fase preliminare che ha visto già svuotamento del grande locale dove, nei decenni, è stata accumulata una notevole quantità di materiali di varia natura, e dove sono anche presenti i detriti derivanti dal crollo della volta. Quello che oggi è un unico, grande stanzone un tempo era infatti organizzato su due piani occupati dal coro retrostante la chiesa (dove le monache accompagnavano le celebrazioni con i loro canti e dal quale, attraverso una grata, potevano ricevere l’Eucaristia) e dal refettorio dove venivano serviti i pasti alle ospiti del convento.
Una volta eliminati i rifiuti e i materiali derivanti dal crollo i tecnici (la direzione dei lavori e il coordinamento sono affidati all’arch. Stefania Pinzuti) potranno valutare come procedere per il consolidamento e la messa in sicurezza delle strutture, compreso un muro laterale che minaccia il distacco. Molta attenzione sarà dedicata anche alla volta in pietra e laterizio che dovrà essere consolidata in vista della nuova destinazione della sala che prevede l’accoglienza delle persone che parteciperanno agli eventi ma anche i pellegrini e i viandanti in cammino lungo la via Francigena.
In futuro, se saranno reperiti nuovi finanziamenti, si dovranno valutare anche gli interventi sulle parti recuperabili, compresi quegli intonaci storici e affrescati che si sono salvati dalla rovina. Naturalmente saranno eliminate le infiltrazioni d’acqua e sostituiti gli infissi con nuovi serramenti, steso un nuovo impianto elettrico e realizzato un impianto di riscaldamento ad irraggiamento elettrico e diffusori radianti. La riapertura degli accessi laterali permetterà di ripristinare i collegamenti con la chiesa e l’ala che ospita l’Istituto “Belmesseri”.
Il grande vano oggetto dell’intervento di recupero è uno spazio che fa parte dell’articolato complesso edilizio che già nel XIII secolo vedeva la presenza di un ospedale gestito dall’ordine di San Giacomo d’Altopascio. Il monastero nel 1785 venne soppresso dal granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, e trasformato in casa di accoglienza gestita dalle monache. Presenze religiose ed educative delle quali resta la bella chiesa barocca di San Giacomo d’Altopascio, mentre tutto il resto dell’immobile, che si sviluppa sul lato sud della chiesa, è stato nel passato riconvertito per ospitare istituti scolastici ed è attualmente sede dei corsi del “Pacinotti-Belmesseri”. E proprio l’Istituto scolastico potrebbe essere tra i beneficiari diretti dell’intervento: una volta completata, la sala polifunzionale sarebbe infatti anche a disposizione della scuola che avrebbe così, finalmente, l’aula magna che ancora manca.



