La pandemia non ha fermato l’accumulo di ricchezze

Oxfam ha presentato il rapporto al World Economic Forum di Davos

In occasione dell’apertura del convegno del World Economic Forum di Davos, l’ong Oxfam ha presentato il suo rapporto sugli effetti economici legati alla pandemia che ha colpito il mondo in questi ultimi due anni. I dati che emergono dalla ricerca sono veramente eclatanti. Da due anni si continua a sottolineare la situazione di crisi che ha colpito, chi più chi meno, tutti i Paesi, riportando all’ordine del giorno problemi che, specie per il Primo Mondo, sembravano posti nel dimenticatoio in modo definitivo.
Non solo quelli di ordine economico ma anche quelli che riguardano aspetti sociali ormai ritenuti consolidati e che, invece, si sono rivelati molto più fragili del previsto. I profondi mutamenti registrati negli ultimi 20-30 anni -globalizzazione dell’economia, della finanza, della produzione – che hanno permesso a molti Stati di fare passi avanti notevoli nella crescita economica, se non sociale e politica (pensiamo a quanti totalitarismi mascherati e tollerati ci sono ancora sulla Terra), stanno facendo i conti con una recessione che sembrava in via di faticoso superamento ed ora è tornata a far paura a causa della guerra sconsiderata innescata da Putin.
In questo difficile contesto, grazie al rapporto presentato da Oxfam, si scopre che i 10 uomini più ricchi al mondo, in questi due anni di sofferenza diffusa, hanno aumentato da 70 a 1.500 miliardi di dollari i loro patrimoni. Sull’altro piatto della bilancia ci stanno, invece, più di 160 milioni di nuovi poveri. Colpite in modo particolare le donne, che hanno perso 800 miliardi di dollari di redditi nel 2020. Non si tratta di fare del pauperismo a buon mercato, ma di sottoporre all’attenzione della pubblica opinione e di chi prende le decisioni che hanno un ruolo fondamentale nella distribuzione della ricchezza a livello mondiale l’ingiustizia di certe situazioni.
Perché quando si parla di miliardi di dollari che vanno nelle tasche di 2-3 mila persone, qualcosa deve pur esserci di sbagliato e che possa essere modificato nel senso di una maggiore giustizia. Un caso a parte, clamoroso, è rappresentato dal settore farmaceutico, di certo, sottolinea Oxfam, “fondamentale nella lotta alla pandemia ma succube alla logica del profitto e restio alla sospensione temporanea dei brevetti” per favorire la distribuzione dei vaccini nei paesi più poveri. Grazie ai brevetti, infatti, Pfizer, BioNTech e Moderna hanno guadagnato “più di 1.000 dollari al secondo”. Non si sa più niente, invece, delle buone intenzioni espresse allo scoppio della pandemia; così “meno dell′1% dei loro vaccini ha raggiunto le persone nei Paesi a basso reddito”. A causa di ciò, nei Paesi in via di sviluppo muore circa il doppio di persone rispetto ai Paesi ricchi con medie di vaccinazioni che non arrivano al 5%.

a.r.

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