Conferme e anche aumenti di iscrizioni alle classi iniziali
Non finiremo mai di scrivere di scuola per progetti, iscrizioni, occupazioni, manifestazioni, con qualche variazione negli ultimi anni per la parentesi Covid. Per il momento, in Lunigiana, il vento della protesta non è ancora arrivato forse perché i temi su cui si manifesta a livello nazionale non sono abbastanza attrattivi o forse perché anche gli studenti delle nostre scuole sono cambiati: un po’ di anni fa si potevano incontrare studenti attenti e sensibili a certe problematiche e disposti a discuterne e a manifestare le loro idee in piazza. Qui, però, vorremmo dar conto di ciò che riguarda le scuole lunigianesi e in particolare quelle secondarie di secondo grado, le vecchie superiori, limitiamoci a dar conto delle iscrizioni a quegli istituti che ancora ottengono un buon consenso da parte degli alunni di terza media e delle loro famiglie.

Intanto, c’è da rilevare come l’Istituto “Pacinotti Belmesseri” complessivamente faccia registrare un incremento del 23,4% delle iscrizioni alle classi prime rispetto a febbraio 2021, passando da 107 iscrizioni alle attuali 132. In particolare all’Alberghiero di Bagnone risultano iscritti alla futura classe prima 32 alunni e 23 al MAT, con un ottimo incremento di studenti rispetto all’attuale prima, mentre gli indirizzi Odontotecnico e Agrario hanno rispettivamente 11 e 8 iscritti. Nelle scuole riconducibili al Belmesseri si registra un leggero incremento dell’indirizzo AFM /TUR di Pontremoli con14 iscritti e un trend positivo del corso Grafico di Villafranca, che fa registrare ben 27 alunni iscritti alla futura classe prima. Sono11 gli iscritti al corso CAT (ex geometri) di Pontremoli che ha implementato l’offerta formativa con una nuova, interessante opportunità per gli studenti: tecnologia del legno nelle costruzioni. Come si legge nella presentazione della scuola, questo indirizzo riguarda le “applicazioni innovative del legno nel campo della bioedilizia, senza trascurare gli aspetti tradizionali legati al recupero dei vecchi edifici e al restauro architettonico di quelli storici”. Il corso Relazioni internazionali per il marketing di Fivizzano ha attualmente 6 studenti iscritti. La scuola, stando a quanto dichiarato, ha difficoltà a far fronte alle richieste di diplomati da parte del mondo del lavoro; diversi studenti si iscrivono all’università, ma molti, soprattutto del corso Alberghiero e MAT, trovano immediatamente un’occupazione. Gli Istituti tecnico-professionali sono da tempo oggetto di attenzione da parte del Ministero e più volte il ministro dell’Istruzione Bianchi ha sottolineato l’importanza della formazione tecnico-professionale.


Venendo ai licei, si può constatare il vento favorevole che li contraddistingue. Il Classico vescovile “Marco Mori” di Pontremoli quest’anno accoglierà in classe prima 13 alunni. Il “Da Vinci” di Villafranca registra 22 alunni che il prossimo settembre entreranno al Classico “Leopardi” di Aulla e 63 al liceo scientifico della sede centrale; di questi, 32 hanno scelto le scienze applicate. Al Liceo “Malaspina” di Pontremoli si sono iscritti 33 alunni: 22 alle scienze umane e 11 al linguistico. Per quanto riguarda quest’ultimo corso, davvero non si spiega questo numero di iscritti poiché lo studio delle lingue, in questo mondo globalizzato, è oggi quanto mai attuale e anche necessario per le opportunità lavorative che si offrono in Italia e all’estero. A conclusione, come già fatto in passato, non possiamo non invitare, ancora una volta, a guardare alle nostre scuole con attenzione e a valutarne l’offerta formativa che si compone di didattica e rapporti interpersonali. C’è infine da aggiungere che gli Istituti della Lunigiana contano anche di poter recuperare alunni, come spesso è avvenuto in passato, quando, come talvolta succede, ci si trasferisce nelle scuole lunigianesi per motivi familiari (lavoro, casa…) o perché magari altrove non si trova quella qualità dell’insegnamento e dei rapporti interpersonali che ci si sarebbe aspettati di trovare.
Fabrizio Rosi
La spinta a far bene può venire anche da una edilizia scolastica propositiva
Quello dell’edilizia scolastica è un tema che è andato via via assumendo una forte centralità a livello nazionale per varie ragioni: in particolare e soprattutto per la sicurezza poichè il rapporto edilizia-offerta formativa è scarsamente, quando non del tutto, assente. Intendiamoci, è già tantissimo, anzi prioritario, mettere in sicurezza le nostre scuole e farle frequentare con serenità e tranquillità ai nostri studenti. ma prima o poi ci si dovrà decidere anche per una buona edilizia scolastica, legata sia alla qualità dei materiali che all’offerta formativa di una scuola che voglia essere, ad esempio, punto di aggregazione dei suoi studenti anche in orario extrascolastico. Parafrasando il musicista Pablo Casals, che ha scritto che “dobbiamo rendere il mondo degno dei suoi bambini”, si potrebbe dire: rendiamo le scuole degne delle loro ragazze e dei loro ragazzi. Dunque che cosa si sta facendo in Lunigiana per gli Istituti di scuola secondaria di secondo grado? A Pontremoli è previsto il rifacimento del tetto dell’Istituto “Belmesseri”, mentre sono in progettazione lavori per la palestra e l’adeguamento sismico. Interventi analoghi, oltre a uno spazio polifunzionale, sono previsti anche per il Liceo “Malaspina”. Ad Aulla si interverrà sul tetto dell’edificio che ospita la biblioteca comunale e il Liceo classico Leopardi, mentre a Fivizzano i lavori riguardano il nuovo edificio destinato agli studenti dell’AFM, (Articolazione relazioni internazionali per il marketing). A Villafranca è stato terminato il quarto lotto dell’edificio che accoglie gli studenti del liceo scientifico e dei servizi commerciali, opzione promozione commerciale e pubblicitaria, ed è in programma il completamento. A proposito di questo ‘megaedificio’, come si dice, sorge spontanea una domanda: oltre quelli delle due scuole di cui sopra, accoglierà anche gli studenti di altre scuole? Verrà ridisegnato l’assetto territoriale delle scuole secondarie di secondo grado lunigianesi? Questo sarà oggetto di forti discussioni e non mancheranno quegli aspetti di campanilismo ai quali la Lunigiana ci ha abituato. Non sarebbe male, nell’era post-Covid, tornare a discutere pubblicamente di scuola perché immaginiamo che nessuno pensi che quest’ultima debba essere di competenza esclusiva degli addetti ai lavori. Soprattutto la Lunigiana ha bisogno di riscoprire appartenenza e condivisione delle scelte che dovranno essere fatte anche per garantire un futuro alle sue scuole. (f.r.)



