La morte di David Sassoli, sostenitore di un’Europa gentile, aperta e giusta

David Sassoli (Photo SIR/European Parliament)

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, 65 anni, si è spento all’1,15 di martedì 11 gennaio al Cro di Aviano, dove era ricoverato dal 26 dicembre. Un ricovero resosi “necessario – aveva informato il giorno prima l’amico e portavoce Roberto Cuillo – per una grave complicanza dovuta a una disfunzione del sistema immunitario”.
Già da settembre a inizio novembre aveva dovuto annullare tutti gli impegni istituzionali a causa di una “brutta” polmonite dovuta al batterio della legionella, come lui stesso aveva reso noto in un video. Dopo un ricovero a Strasburgo, era rientrato in Italia per la convalescenza. A novembre aveva una ricaduta che lo aveva indotto ad annunciare la sua rinuncia a ricandidarsi alla guida dell’Europarlamento per la seconda metà della legislatura, in occasione della assemblea plenaria già fissata per la prossima settimana a Strasburgo.
Nato a Firenze, romano d’adozione, sposato, due figli, giornalista e volto noto del Tg1 Rai, era stato eletto per la prima volta al Parlamento europeo nel 2009, rieletto nel 2014 e quindi nel 2019. Il 3 luglio di quell’anno era stato eletto presidente dell’Europarlamento e nel suo discorso iniziale aveva ribadito l’importanza della tutela dei diritti umani, l’attenzione prioritaria alle persone fragili ed emarginate, l’urgenza migratoria e il dovere dell’accoglienza, uno sviluppo economico sostenibile, la difesa del lavoro, le opportunità per i giovani, la lotta al cambiamento climatico, l’orizzonte digitale, la cooperazione internazionale, l’edificazione della pace in ogni angolo del pianeta.
Nell’impegno politico aveva riversato le sue capacità analitiche, le doti comunicative e, soprattutto, una passione per il bene comune che ne faceva un testimone credibile. Più volte ha richiamato i valori sui quali è stata fondata, e si fonda, l’Unione europea. Puntuali i riferimenti ai “padri fondatori”, agli innumerevoli discorsi di Papa Francesco sull’integrazione europea. Sassoli aveva nella mente e nel cuore un’Europa di pace, solidale, “unita nella diversità”. Libertà e giustizia sociale erano due pilastri della sua azione.
Qualche analista aveva fatto il suo nome come possibile successore di Mattarella alla Presidenza della Repubblica. A novembre aveva diffuso un video in cui parlava dei suoi problemi di salute e a Natale aveva inviato gli auguri con un toccante videomessaggio nel quale aveva ricordato i tanti problemi emersi ed affrontati nel 2021. Dalla paura legata al diffondersi della pandemia ai “nuovi muri eretti contro persone che chiedono riparo dal freddo, dalla fame, dalla guerra, dalla povertà”. Aveva sottolineato che “il dovere delle istituzioni europee è di proteggere i più deboli e non di chiedere altri sacrifici aggiungendo dolore al dolore”. Il richiamo all’impegno e alla speranza è il lascito dell’uomo David Sassoli.

G.B. – Agensir

Share This Post