Ci siamo, la Don Gnocchi finalmente riapre

Il 3 novembre la Fondazione ha riaperto i battenti

La struttura della Don Gnocchi a Fivizzano
La struttura della Don Gnocchi a Fivizzano

Le polemiche, quando non pretestuose e, meglio ancora, se fatte con intenti costruttivi, possono essere utili per tener vive le varie problematiche del territorio e per stimolare positivamente chi opera per risolverle. Ma è l’impegno assiduo, magari non sbandierato, di chi ha il compito di amministrare la comunità a trovare le strade giuste per mettere o rimettere le cose “a posto” nell’interesse dei cittadini. Ci sembra questo il senso delle dichiarazioni rilasciate del sindaco Gianluigi Giannetti, all’indomani dell’annuncio della riapertura della Don Gnocchi, prevista per il 3 novembre, dopo quattro mesi dalla sua chiusura. Una vicenda di proteste e rinvii iniziata il 30 giugno con la chiusura per interventi di sanificazione e per lavori di manutenzione, dopo il periodo della conversione in reparto Covid-19.

Il sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti
Il sindaco di Fivizzano, Gianluigi Giannetti

“Il lavoro paga sempre – sono le parole di soddisfazione del primo cittadino -. Dopo mesi di trattative, incontri, riunioni a vario livello, la Fondazione Don Gnocchi riparte…con codici che vanno incontro alle esigenze dei cittadini lunigianesi, come i 4 posti hospice per il fine vita (che, poi, sono gli unici effettivamente aggiunti, derivando i 16 per le cure intermedie dai 10 tolti all’ospedale e dai 6 alle case di riposo). Anche l’ospedale, inoltre, verrà rafforzato, grazie ad un accordo Asl-Fondazione, da una copertura medica di 24 ore in entrambi i presidi e da percorsi certi per le consulenze specialistiche e per le emergenze. L’obiettivo, ora, è l’utilizzo di tutti i posti letto disponibili e reperire ulteriore personale medico”. “è stata la vittoria di chi predilige i fatti”, è stato l’in cauda venenum di Giannetti, in risposta alle numerose critiche ricevute negli ultimi mesi. Anche il segretario della Cisl-Fp Toscana Nord Ovest, Enzo Mastorci, ha espresso piena soddisfazione “per il risultato raggiunto dopo una dura lotta”, che non porrà, però, fine alle ulteriori pressioni per il potenziamento del polo riabilitativo, per farlo diventare quel centro di eccellenza quale era stato concepito. “Intanto, tuttavia, verranno tolte le bandiere della protesta”. Era davvero triste vedere inutilizzata una struttura così nuova e bella, dopo che su di essa si erano concentrate molte aspettative, non solo di tipo terapeutico e non solo fivizzanesi!

Andreino Fabiani