Se sul fronte delle vacanze, quindi della ripresa del turismo nel nostro Paese, le notizie sono confortanti avanza, purtroppo, la strage delle donne che non può e non deve lasciare nessuno indifferente. Un agghiacciante fenomeno, quello del femminicidio in costante crescita, tanto da divenire una vera e propria emergenza su cui agire sul serio. Viviamo nel tempo dell’immediatezza, entrando nelle tragedie in diretta streaming, illudendoci di partecipare agli eventi. Ma esserci non è la stessa cosa. Le emozioni che proviamo non sfuggono a queste regole.
Ma quale è la nostra reale funzione nei drammi che si consumano attorno a noi? Rischiamo l’assuefazione al peggio per cui anche le immagini più impressionanti non ci dicono più nulla. Come se si spegnessero da sé. Sta a noi prendere posizione divenendo attenti e vigili per un impegno morale da vivere, in un’epoca piuttosto sorda in fatto di morale. La violenza contro le donne rappresenta la bieca violazione dei diritti umani, unitamente ad un grosso problema di sanità pubblica.
Vanessa Zappalà, uccisa per strada ad Aci Trezza, poco tempo fa, è solo il caso più recente di una lista già troppo lunga e inaccettabile di vittime innocenti, con la sola colpa di decidere le scelte del loro percorso di vita. Solita trita e ritrita storia di amori sbagliati e malati, anche se di amore, in codesti drammi, non esiste traccia. Donne soppresse per gelosia, per un rifiuto da chi non accetta la fine di una relazione.
Senza elencare poi le infinite violenze nascoste, subite in silenzio dentro casa, fra quelle pareti che dovrebbero garantire sicurezza. Abusi subdoli e striscianti che si infiltrano sempre più nella quotidianità, sotto i nostri occhi distratti. Eppure non sono drammi privati perché la violenza, qualsiasi volto abbia, ferisce la società nel suo insieme rendendo asfittici i rapporti con le persone e bloccando il futuro.
Non dimentichiamo che i tanti bimbi che assistono alle violenze, all’interno di un nucleo familiare, facilmente soffrono di disturbi emotivi e del comportamento, col grosso rischio di divenire, a loro volta, violenti. Non si tratta di demonizzare il maschio, anzi va detto che la maggior parte degli uomini ha un ottimo rapporto con la propria donna.
Permangono, però, ancora troppi uomini che non accettano i diritti femminili, vogliono dominare la testa dell’altra metà del cielo lungi dal rispetto della libertà personale. Importante educare, fin da piccoli, al valore dell’affettività nei suoi vari rivoli, irrobustendo il concetto dell’intangibile dignità umana. Le donne denunciano, fanno sentire la loro voce, mettono a nudo le loro paure verso partner, o ex partner, possessivi ed aggressivi, eppure non basta. Le loro grida, spesso, cadono nel vuoto. Vanno risvegliate le coscienze dei legislatori, dei giudici, di ciascuno di noi onde arginare un’emorragia straripante, immorale ed incivile. A vantaggio di un mondo migliore, più giusto, più umano. Per tutti. Donne comprese.
Ivana Fornesi



