Convegno pastorale: al centro di tutto la sinodalità

Verso l’appuntamento del 29 e 30 settembre

Don Maurizio Iandolo

Il Convegno pastorale è alle porte e abbiamo chiesto al Vicario per la pastorale, don Maurizio Iandolo, alcune riflessioni in vista dell’importante evento, in un certo senso “fondativo” del cammino annuale della Chiesa diocesana. “Intanto – premette don Maurizio – questo è un tempo propizio che Dio ci dona per rigenerarci come singoli e come comunità credente, partendo dai fallimenti e dalle macerie con cui dobbiamo fare i conti. Inoltre, siamo ancora in un tempo segnato dalla pandemia che ha messo a nudo le nostre fragilità e difficoltà. Abbiamo bisogno di rileggere quanto accaduto, collocandolo in un orizzonte di speranza”.
Il Convegno, in programma il 29 e il 30 settembre, vedrà la presenza dell’arcivescovo di Bologna, card. Matteo Zuppi. “Le sue parole e la sua esperienza ci aiuteranno a mettere a fuoco tematiche che saranno il filo rosso del nostro percorso diocesano, in particolare su quanto siano decisivi per l’evangelizzazione la credibilità e la testimonianza dei credenti. Dopo l’assise, i facilitatori e la commissione sinodale daranno alcune indicazioni sulle linee da seguire, per i prossimi 5 anni”.
Le “relazioni” sono strettamente connesse con il tema centrale della sinodalità; come scritto nelle linee pastorali, il “Sinodo” non è solo un impegno, un atto formale, un appuntamento ecclesiale, ma “uno stile” di essere Chiesa. “Il cammino sinodale – scrive in merito il presidente della CEI, card. Gualtiero Bassetti – rappresenta quel processo necessario che permetterà alle nostre Chiese in Italia di fare proprio uno stile di presenza nella storia che sia credibile e affidabile, perché attento ai cambiamenti e desideroso di dire la verità del Vangelo nelle mutate condizioni di vita degli uomini e delle donne del nostro tempo”.
“Il nostro cammino sinodale – continua don Iandolo – dovrà riguardare prima di tutto la qualità delle relazioni: è da lì che bisogna ripartire per avviare autentici cambiamenti personali e comunitari. Solo così si diventa testimoni credibili per una nuova evangelizzazione. Poi lo stile sinodale dovrà declinarsi in un metodo pastorale condiviso, senza avere paura a mettere in discussione consuetudini che non sono più generative di fede e non trasmettono il Vangelo. Ciò comporta guardare al futuro illuminati dalla speranza donandoci la forza di ascoltare chi è ai margini della chiesa o sta sulla soglia”.

Massa, la Cattedrale

Al centro della riflessione pastorale è anche la preparazione della Diocesi per l’arrivo del nuovo Vescovo. “Si stanno attivando iniziative condivise da parte di vari uffici – precisa don Maurizio – Non devono mancare la preghiera per chiedere al Signore che ci doni un Vescovo secondo il suo cuore né cammini celebrativi, catechetici e formativi, improntati alla riscoperta del dono della successione apostolica e del valore di comunione della presenza del vescovo”.
Altro momento forte del cammino saranno le date del 18 febbraio e del 2 luglio. Nella prima si festeggeranno i 200 anni della fondazione della Diocesi di Massa. Era il 1822 quando il Papa Pio VII con la Bolla Singularis Romanorum eresse la diocesi e ne nominò primo vescovo mons. Francesco Maria Zoppi. “Questo anniversario – spiega il vicario – sarà importante nella misura in cui, partendo dalla storia, ci aiuterà a riscoprire l’identità dell’essere Chiesa in questo specifico territorio, che oggi porta il nome e la fisionomia di Massa Carrara-Pontremoli, e quindi a ricalibrare il passo per il futuro. Un anniversario non per piangere sui tempi passati ma per costruire e abitare un nuovo volto della nostra Chiesa”.
Il 2 luglio invece Pontremoli rinnoverà per la 400.ma volta il voto alla Madonna del Popolo, “occasione per tutta la nostra Chiesa diocesana – dice – di riconoscere la presenza materna di Maria nella nostra vita e di affidare nuovamente la nostra esistenza alle sue cure”.
Infine don Maurizio ricorda che su questi percorsi si dovranno impegnare le comunità parrocchiali. “Dovranno curare il senso di appartenenza alla Chiesa e le relazioni: per questo sarà utile la rilettura dell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium e il n° 43 della Lettera Apostolica Novo Millennio Ineunte. Il tema della sinodalità non come discorso teorico ma come pratica e stile di vita”. “Dobbiamo puntare – conclude il sacerdote – ad un rinnovamento che renda la Chiesa meno autoreferenziale e più aperta alla novità della Spirito”.

Renato Bruschi

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