Slow Food: cambio al vertice per guardare al futuro

Il congresso della Condotta Lunigiana Apuana ha eletto il nuovo consiglio e il nuovo presidente, Matteo Podenzana. La rinuncia di Alessio Bocconi a favore di Matteo Podenzana per dare un senso concreto ad una strategia che guarda alle Comunità come riferimento ideale per rinnovare il movimento. Non più solo cibo di qualità, ma progetti di qualità per la valorizzazione del territorio e la sua collocazione in ambito più ampio. 

Matteo Podenzana, nuovo presidente della condotta Lunigiana Apuana di Slow Food
Matteo Podenzana, nuovo presidente della condotta Lunigiana Apuana di Slow Food

Non è bastata la pandemia a fermare il desiderio degli aderenti a Slow Food della condotta Lunigiana Apuana di continuare a dare un senso al lavoro di valorizzazione della nostra terra che stanno attuando ormai da oltre vent’anni. Il Congresso di condotta, tenuto on line sabato 20 marzo è stato la dimostrazione tangibile che non sono solo gli uomini a dare un senso alle cose, ma prima di tutto le idee. Ecco, allora, la rivoluzione: cambio al vertice con Matteo Podenzana che prende il posto di Alessio Bocconi come fiduciario; il Comitato di Condotta che passa da cinque a dodici componenti, come dire non più solo le espressioni del gruppo, ma in più le rappresentanze delle Comunità che sono la vera grande novità che Slow Food sta proponendo dopo il Convegno internazionale di Chengdu del 2017 in cui è stata consacrata la nuova filosofia di Carlin Petrini per la quale “i livelli fondamentali per l’esistenza di Slow Food saranno quelli delle comunità locali e quello internazionale; tutti gli altri livelli saranno da intendersi come strutture di servizio, da realizzarsi in caso di necessità”. Il tema in realtà sembra complesso, ma entrando nello spirito del movimento si capisce subito quale dovrà essere il futuro anche per la nostra terra. Intanto, le Comunità, ben sette quelle sorte in Lunigiana nella gestione Bocconi, non tutte, però, legate alle nostre eccellenze del cibo, ma atte a valorizzare potenzialità da affiancare al cibo per dare della Lunigiana un’immagine ben più concreta. Infatti, dal testarolo alla cottura nei testi si va al turismo al canto corale, per dire che i valori per fare crescere un territorio possono essere i più diversi e che il cibo di qualità può essere la strada per farli conoscere.

La cottura dei testi del testarolo. Uno dei prodotti simbolo di Slow Food Lunigiana
La cottura dei testi del testarolo. Uno dei prodotti simbolo di Slow Food Lunigiana

Bocconi, assieme al referente regionale Marco Cavellini, ha scommesso sull’impegno di Chengdu e per quello ha agito, consapevole che l’azione messa in atto sia solo il punto di partenza e che ben altri obiettivi si stiano proponendo. Pensate cosa ha significato il riconoscimento del Grano 23 per la nostra terra. Passare la mano ad un altro giovane che da tempo sta combattendo la battaglia del Panigaccio, per farne, assieme a testaroli, agnello di Zeri, farina di castagno e miele, un’altra icona della nostra identità, è stato un gesto nobile perché ispirato non dalla voglia di fare un passo indietro, ma solo dal desiderio di affiancare forze nuove al desiderio di crescere, sapendo che dando sempre nuovi impulsi l’entusiasmo non potrà certo calare. Ecco allora il nuovo Comitato, dodici nomi in rappresentanza della vecchia guardia, ma anche delle Comunità che non possono esser dammeno nella battaglia a crescere che si sta combattendo. A fianco di Matteo Podenzana, Marco Giannarelli, Maxime Anelli, Ivano Poli, Danilo Berton, Luciano Bertoneri, Marco Cavellini, Andrea Angella, Luciano Bertocchi, Romano Schiavi, Emanuele Sordi e Alessio Bocconi, in un mix di energie le più diverse condite di esperienza e desiderio di crescere che sembra avere tutti i presupposti per guardare al futuro. Lo hanno capito i rappresentanti di Slow Food Toscana che sono rimasti colpiti dalla determinazione della nostra Condotta di mettere la basi per una battaglia mirata: puntare sulle Comunità per impegnare a tutto campo, e non solo sulle eccellenze gastronomiche, un territorio, affinché sia in grado di liberare le energie migliori nell’intento di crescere per coinvolgere non solo i produttori, ma anche chi sui prodotti deve contare per emergere, dal commercio al minuto alla ristorazione, all’accoglienza contando su nuovi strumenti per veicolare un’immagine già importante, ma da rinnovare continuamente. Obiettivi: scoprire e valorizzare sempre nuove occasioni di identità e per esse creare nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani perché abbiano la possibilità di cercare nella loro terra le prospettive per realizzarsi. Non più solo, quindi, agricoltura e prodotti di eccellenza, ma quanto permetta di proporsi all’esterno con quanto abbiamo dentro la nostra tradizione, certi che il tempo non possa cancellare quanto il passato ci ha regalato. Con queste idee e con forze nuove, consapevole del lavoro impegnativo svolto dal Comitato uscente, cui si può solo rivolgere, proprio nella persona del suo fiduciario, Alessio Bocconi, il più sentito grazie, ora la nostra Condotta/Comunità guarda agli impegni regionali e nazionali per farsi portatrice di idee sulle quali intende scommettere, certa che sia la strada giusta non solo per tradurre in realtà il progetto di Carlin Petrini, ma per dare a Slow Food quella potenza innovativa che ne ha fatto uno dei cardini per fare scoprire l’Italia della qualità. (lb)

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