Con Napoleone viene annullato il sistema feudale, con fatica penetrano nuove idee

Bicentenario della morte. Le riforme in Lunigiana tra il 1796 e il 1815

Il 5 maggio saranno due secoli dalla morte di Napoleone, per un ventennio dominatore dell’Europa. Le sue imprese sconvolsero anche la vita della Lunigiana. Con l’aiuto di un saggio dello storico Giorgio Pellegrinetti La Lunigiana ex-feudale nel triennio1796-1799 (Pontremoli, Artigianelli, 1982) ricostruiamo in sintesi la conquista napoleonica che portò Massa e la Lunigiana feudale e granducale in una repubblica vassalla della Francia dopo la prima campagna militare in Italia. Pellegrinetti ha consultato documenti archivistici del periodo, in particolare delle Municipalità di Aulla, Licciana, Tresana, Fosdinovo.
Napoleone fece occupare nel giugno 1796 da truppe francesi Massa e impose pesanti tassazioni, requisì beni e tutte le armi, sollevando rivolta degli stessi giacobini soprattutto a Carrara. Le quattro province di Modena, Reggio, Bologna e Ferrara si unirono e diedero origine alla Repubblica Cispadana, che il 7 gennaio 1797 a Reggio adottò la bandiera bianca rossa e verde diventata il nostro tricolore; entrarono a farne parte anche Massa e Carrara. L’8 luglio 1797 con l’annessione della Lombardia la Cispadana diventa Cisalpina e vi entrano anche il Dipartimento delle Alpi Apuane con capoluogo Massa e comprendente Carrara, la Garfagnana e la Lunigiana ex-feudale, che però non voleva accettare l’annessione. Terre feudali erano i territori degli attuali comuni di Rocchetta Vara, Mulazzo, Tresana, Podenzana, Villafranca, Licciana, Aulla, Fosdinovo.
Fu soprattutto la nuova Municipalità di Aulla ad agitarsi perché aspirava a diventare per posizione geografica capoluogo di un Dipartimento degli ex-feudi, idea sostenuta con favore anche dalle altre comunità. Per ottenere il ruolo gli aullesi Chiocca e Cristiani si recarono a Bologna e poi a Milano dallo stesso Napoleone ma senza risultati. La nuova istituzione repubblicana richiedeva strutture molto diverse da prima e non c’erano uomini competenti a farle funzionare, dapprima fu necessario confermare i vecchi impiegati, mancavano del tutto strade rotabili per il funzionamento amministrativo. Da documenti della Municipalità di Fosdinovo risulta che rare erano le persone, quasi tutte contadine, che sapevano scrivere il loro nome. Le difficoltà finanziarie erano grandi, le entrate poche per cui, nonostante gli sforzi, non si potevano pagare addetti agli uffici necessari, inoltre bisognava spendere per il mantenimento delle truppe francesi.
Erano tempi di guerre continue in cui morirono anche soldati lunigianesi, l’aullese Gallino comanderà una divisione italiana in Russia.
Sulle vittorie militari Napoleone costruì il suo potere politico fino all’Impero. L’avversario più tenace fu l’Inghilterra, pensò di colpirla attraverso l’Egitto paese strategico sulla via per l’India. Vincitore alle Piramidi, ma la sua flotta fu affondata quasi del tutto da Nelson ad Abukir e fu bloccato dagli inglesi che dominavano su tutto il Mediterraneo: ne approfittò la seconda coalizione antifrancese: nel 1799 un esercito austro-russo in Italia scacciò i francesi e pose fine alla Repubblica Cisalpina, arrivò anche in Lunigiana. Napoleone trovò il modo di rientrare in Francia e il 18 brumaio 1799 (9 novembre) fece immediatamente un colpo di stato che eliminò il Direttorio, ultimo organo di governo della Repubblica nata dalla rivoluzione francese, e costituì un triumvirato di consoli, di cui si dichiarò primo console.
È “l’età di Napoleone”, importanti riforme amministrative e pacificazione all’interno, vittorie sui campi di battaglia europei gli crearono consensi plebiscitari che misero tutto il potere esecutivo nelle sue mani: in pochi anni da console a vita a imperatore dei francesi e dominatore dell’Europa in una sequela di vittorie contro Austria, Russia, Prussia, Inghilterra.
Ma arrivò l’errore catastrofico della spedizione in Russia, l’esilio all’isola d’Elba, i Cento giorni di ritorno al potere e a Waterloo nel giugno 1815 la sparizione dalla scena del mondo. Gli sconvolgimenti militari, amministrativi, economici e finanziari colpirono molto l’Italia e quindi anche la Lunigiana. Il 2 luglio 1797 furono annullati tutti i privilegi feudali: il monopolio dei mulini, torchi e frantoi, i diritti di dogana, patenti e regalìe, guardia al castello, trasporti e prestazioni gratuite di lavoro (corvèes).
Commercio, giustizia e fisco passavano al nuovo Governo cisalpino, che incamerò i beni feudali difficilmente distinguibili da quelli privati di cui rimaneva garantito il possesso. Fu forte l‘opposizione dei marchesi Malaspina di Fosdinovo, Villafranca, Licciana e Bastia, Mulazzo e anche di alcune Municipalità. La Toscana, dopo la breve vita del regno d’Etruria con regina Elisa Bonaparte, nel 1808 viene annessa all’impero francese.
La Lunigiana ex-granducale (Pontremoli, Zeri neonato Comune, Filattiera, Bagnone, Fivizzano, Albiano) diventa impero francese organizzato nel Dipartimento degli Appennini con capoluogo Chiavari. Pontremoli nel 1809 è capoluogo di circondario con inclusi i cantoni di Borgo Taro, Compiano, Berceto, sede di sottoprefettura e tribunale di prima istanza. La rotabile della Cisa ideata da Napoleone rimane una sua buona eredità.

Maria Luisa Simoncelli

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