Ancora nessuna decisione per il via libera ai test rapidi anti Covid-19

I medici di famiglia in attesa delle disposizioni dell’ASL. Si discute sull’affidabilità

medici famiglia tampone

Tamponi rapidi dai medici di famiglia? Si vedrà. La scorsa settimana le riunioni aziendali dell’ASL Nord Ovest Toscana e gli incontri in videoconferenza con i medici di medicina generale non hanno portato ad una decisione definitiva: troppa ancora l’incertezza sull’opportunità di introdurre un elemento diagnostico la cui affidabilità è piuttosto bassa e legare ad esso la diagnosi sulla positività o meno di un paziente da far uscire dalla quarantena preventiva. Comunque i kit per i test rapidi sono stati consegnati e sono nella disponibilità dei medici di famiglia che attendono il “via libera”; inoltre è emersa una indicazione molto precisa: se e quando si utilizzeranno dovrebbero essere impiegati non prima del 10° giorno di quarantena su pazienti asintomatici venuti in contatto con una persona risultata invece positiva. In pratica si tratterebbe di accorciare la quarantena da 14 a 10 giorni prima di consentire al soggetto di poter rientrare a tutti gli effetti nella comunità. Una situazione di particolare importanza per decine e decine di persone, soprattutto all’interno della popolazione scolastica, in particolare per alunni e studenti, con intere classi che potrebbero frequentare le lezioni e che invece sono confinate a casa con tutti i problemi connessi.

Come detto, resta però il problema dell’affidabilità: più è precoce l’effettuazione del test, meno questo si rivelerebbe affidabile; ecco perché l’indicazione è di aspettare il decimo giorno dopo il contatto a rischio.

Operatori sanitari effettuano i test tramite i tamponi per il Coronavirus.
Operatori sanitari effettuano i test tramite i tamponi per il Coronavirus.

Ma come funzionerebbero questi test rapidi? Lo abbiamo chiesto al dott. Paolo Arrighi, coordinatore a Pontremoli di “Lunigiana Medica”: “Per ora è solo un’ipotesi visto che non abbiamo avuto ancora il via libera per iniziare la campagna – spiega – ma non sarà possibile effettuarli a domicilio. Potremmo organizzarci per accogliere i pazienti in uno spazio adeguato, magari una tenda, e dovremo essere almeno in due persone per effettuare il prelievo e attendere il risultato”. Sì, perché il test rapido prevede di mettere in contatto campione prelevato e reagente su una “saponetta” che fornisce il responso nel giro di una decina di minuti. In attesa di una decisione definitiva, per il momento chi ha necessità di effettuare un tampone deve utilizzare la modalità consueta, cioè prenotare sul sito internet dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest scegliendo l’opzione “Covid19: prenotare tampone o test rapido” nella pagina web https://www.uslnordovest.toscana.it/come-fare-per/. Qui il servizio dovrebbe consentire di scegliere il luogo e l’ora dell’appuntamento ed accedere così direttamente al drive-through (per il nostro territorio quello di Aulla, ma potrebbe esserci la necessità di “emigrare” più lontano) nelle 24 ore successive. Purtroppo da più parti arrivano segnalazioni di grandi difficoltà nella prenotazione, probabilmente per il gran numero di pazienti che, in ogni ora del giorno e della notte, cercano di prenotare su quella pagina internet.

Infine da più parti si sottolinea che, negli ultimi giorni, il sistema di tracciamento tramite tampone ha recuperato una certa efficienza dopo la crisi delle scorse settimane. (p. biss.)

Reparto Covid a Pontremoli: battaglia aperta tra l’Asl e la politica locale

L'ingresso dell'ospedale di Pontremoli
L’ingresso dell’ospedale di Pontremoli

Continua intanto, sempre più accesa, la battaglia sulla scelta dell’Asl di destinare ai pazienti Covid il reparto medicina dell’ospedale di Pontremoli. Si sono susseguiti in questi giorni numerosi comunicati stampa in cui i politici locali hanno evidenziato le difficoltà della struttura, su cui non si è intervenuto preventivamente e che ora, con numerosi casi di contagio (si parla di oltre 40) segnalati all’interno del nosocomio, sta dimostrando la sua inadeguadetezza a rispondere alle esigenze della situazione. Anche il Pd provinciale, in una prima fase “possibilistico” nei riguardi della scelta operata dall’Azienda Sanitaria, ha adesso cambiato rotta ed ha espresso forti dubbi sulla decisione messa in campo dell’Asl. Una protesta bypartisan che è stata certificata anche dall’approvazione unanime del consiglio di Pontremoli del documento (di cui abbiamo parlato nello scorso numero) in cui si chiede la pronta revoca della destinazione del reparto di Medicina dell’Ospedale a reparto Covid e la realizzazione di interventi strutturali per migliorare la qualità del servizio. Un documento similare è stato approvato nelle stesse ore anche dal consiglio comunale di Filattiera, con la sola astensione del consigliere di minoranza Andrea Draghi.