Il caos istituzionale regna sulla ricostruzione del ponte della Bettola

Nominato il nuovo commissario straordinario, ma su rampe e nuovo ponte lo stallo è assoluto

L'immagine del ponte della Bettola come si presenta a fine novembre
L’immagine del ponte della Bettola come si presenta a fine novembre

Ancora pochi giorni e, finalmente le macerie del ponte di Albiano Magra sarebbero state rimosse: questa, in sostanza, la notizia che Anas divulgò lo scorso 20 ottobre, dopo avere inviato alla Procura di Massa-Carrara il progetto di rimozione e messa in sicurezza delle macerie del ponte, a seguito del provvedimento di dissequestro emesso il 5 ottobre. A fine novembre, tuttavia, le macerie sono ancora al loro posto, assieme al furgone rosso, divenuto simbolo di quello che a tutti gli effetti può essere considerato un monumento nazionale all’inefficienza italiana. E se un autunno insolitamente siccitoso ha “graziato” l’area del ponte da problemi alluvionali, politica e burocrazia italiana hanno invece inferto un duro colpo alla fiducia nelle istituzioni e nella loro capacità di dare risposte ai problemi del territorio. Nelle ultime settimane a darne prova sono stati quattro episodi. Il primo, in ordine di tempo, concerne la convulsa vicenda delle “rampe” per accedere all’autostrada A15 da Albiano, e superare almeno parzialmente, l’isolamento della frazione. Acquisiti tutti i pareri, il Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici si è dichiarato incompetente a decidere, stante la provvisorietà dell’opera, ma ha elencato una lunga serie di criticità (dai raggi di curvatura alla lunghezza delle corsie di accelerazione) che di fatto hanno sepolto l’opera, almeno per ora. Il secondo episodio riguarda la telenovela della nomina del commissario straordinario.

I cartelli di protesta dei cittadini di fronte al ponte della Bettola
I cartelli di protesta dei cittadini di fronte al ponte della Bettola

Per velocizzare l’iter delle opere tese a togliere la zona di Albiano dall’isolamento il governo ha trovato un nuovo Commissario Straordinario, dopo Enrico Rossi e la commedia procedurale successiva alla sua decadenza da Presidente della Giunta regionale. Non si tratta, come molti auspicavano o almeno ritenevano logico, del sindaco di Aulla Valettini, ma di Fulvio Maria Soccodato, 53enne ingegnere idraulico e responsabile Anas per l’assetto infrastrutturale della rete stradale italiana, ora chiamato a prendere in mano il nulla fatto in questi 8 mesi. Il terzo episodio di queste settimane è però forse quello più evocativo del clima di confusione che regna attorno alla viabilità moncata della Bassa Val di Magra e dell’inadeguatezza di alcune personalità a ricoprire cariche così importanti. La Ministra delle Infrastrutture De Micheli infatti, dopo avere buttato lo sguardo sulla ricostruzione del ponte della Bettola ad aprile con una videoconferenza di partito e a settembre con un incontro elettorale in sala consigliare ad Aulla, ha dato nuovamente prova, questa volta sul versante spezzino, del suo originale modo di agire, incontrando il presidente della provincia e sindaco di La Spezia Peracchini e alcune parlamentari spezzine, ma non il sindaco di Aulla, Valettini, sul cui territorio ricade l’epicentro di tutte le criticità che riguardano le due regioni. La ministra, non rinunciando alla prassi dell’annuncio mediatico già sperimentata ad aprile, senza però che a questo seguissero gli atti formali e i conseguenti fatti, ha dato l’ok alle rampe sull’A12, da realizzare nell’area industriale di Ceparana.

Altra immagine della Bettola a fine novembre
Altra immagine della Bettola a fine novembre

Una soluzione finanziabile con i fondi per la costruzione del nuovo ponte Santo Stefano – Ceparana e di rapida realizzazione, secondo il contenuto dei trionfanti comunicati di Peracchini. Se l’emergenza di Albiano continuerà ad essere gestita dal Ministero – che rimane il soggetto principale, essendo il ponte di competenza Anas – in modo così maldestro, con annunci, incontri informali, sgarbi istituzionali e incapacità di fare sedere Liguria e Toscana allo stesso tavolo, i disagi per Albiano continueranno ben oltre novembre 2022, il mese in cui, secondo il cronoprogramma presentato da Anas, il nuovo ponte sarà ultimato. Un cronoprogramma di dubbia realizzazione: secondo l’ente delle strade i cantieri partiranno a luglio 2021, ma perché ciò avvenga sarebbe già il momento di bandire la gara d’appalto che però sembra ancora lontano: la conferenza dei servizi convocata per lo scorso 13 novembre – e siamo al quarto episodio – si è risolta in un nulla di fatto: il Ministero dell’Ambiente non ha fatto pervenire la Valutazione di Impatto Ambientale, obbligando ad un aggiornamento della conferenza. (Davide Tondani)

Otto mesi di inerzia e confusione

è l’8 aprile: attorno alle 10 del mattino crolla il ponte; coinvolti due mezzi e due persone, una illesa e l’altra ferita. 15 aprile: Anas presenta il progetto di un ponte provvisorio da realizzarsi in 200 giorni; l’amministrazione comunale, sentita la popolazione, si oppone. Si fa largo, sostenuta da una petizione che in poche settimane raccoglie 3 mila firme, l’idea delle “rampe” per collegare le due sponde del Magra accedendo all’A15 all’altezza di Albiano. 20 aprile: la ministra De Micheli incontra in videoconferenza il sindaco di Aulla e esponenti del Pd lunigianese e apuano, ma non le istituzioni liguri e annuncia l’ok alle rampe. Prima metà di maggio: Fincantieri si dichiara disponibile a progettare e realizzare un ponte definitivo ultimabile in 5 mesi; Anas presenta 4 progetti preliminari con tempi di realizzazione di 2 anni. 4 giugno: la chiusura della provinciale della Ripa, unica via di uscita da Albiano e Ceparana a causa di una giornata di pioggia torrenziale manda in tilt il traffico in tutta l’area della confluenza Magra-Vara. Il sindaco Valettini chiede al Mit tempi rapidi per la costruzione delle rampe. 15 giugno: in un’assemblea pubblica ad Albiano il sindaco Valettini illustra il progetto delle rampe sull’A15, da realizzarsi entro l’inizio delle scuole, e annuncia le rampe sull’A12 a Ceparana. 14 luglio: con l’ok della Corte dei Conti, al termine di un iter lento e farraginoso, il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, assume formalmente i poteri di commissario straordinario. 7 agosto: Rossi annuncia che per la costruzione delle rampe si procederà con lavori di somma urgenza, ipotizzando l’inizio del cantiere entro il 17 agosto. 10 settembre: visita istituzionale e elettorale della ministra De Micheli ad Aulla: dalla titolare delle Infrastrutture nessun impegno preciso su rampe e ricostruzione del ponte. 5 ottobre: Il Gip che coordina le indagini sul crollo dissequestra i ruderi del ponte crollato. 14 ottobre: Viene chiarito che Enrico Rossi, decaduto da presidente della Regione, è decaduto anche da commissario straordinario per la ricostruzione del ponte. 21 ottobre: Anas presenta un progetto per la rimozione delle macerie dall’alveo del Magra. 2 novembre: a seguito delle criticità evidenziate dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, il sindaco di Aulla annuncia il tramonto del progetto delle rampe. 11 novembre: Fulvio Maria Soccodato è nominato nuovo commissario straordinario. 13 novembre: la Conferenza dei servizi per la ricostruzione del ponte viene aggiornata a nuova data perché il Ministero dell’Ambiente non ha trasmesso la Valutazione di Impatto Ambientale di sua competenza.

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