Suor Sandra Borruto: vicini con spirito di sinodalità alle comunità parrocchiali

Intervista a suor Sandra Borruto, da poco alla guida dell’Ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi

suor Sandra Borruto
suor Sandra Borruto

Suor Sandra Borruto, delle Missionarie di Maria, insegnante di religione, è stata da poco nominata alla guida dell’Ufficio diocesano per l’Evangelizzazione e la Catechesi, succedendo a don Maurizio Iandolo, con il quale ha collaborato per 8 anni assieme alla prof.ssa Renata Gianni.
“Direi – spiega – che lo Spirito ci ha riunito, visto che prima neppure ci conoscevamo e in questi anni abbiamo lavorato insieme in spirito di vera fraternità. Credo fermamente nella sinodalità ecclesiale che nel caso dell’ufficio continuerà ad esplicitarsi attraverso il coinvolgimento dei referenti delle parrocchie e dei responsabili dei movimenti e associazioni”. Suor Sandra sarà affiancata dalla prof.ssa Renata Gianni. Chiediamo a suor Sandra di fare un bilancio del tempo del lockdown.
“Certamente – rileva – il lockdown è stato per tutti un’esperienza difficile ma catechiste e catechisti, anche quelli più avanti negli anni, si sono attivati per non lasciare soli i bambini e le loro famiglie. Si sono creati gruppi sui social e, in particolare, si è cercato di mandare materiali ai genitori per aiutarli nel compito di primi educatori alla fede. Per tutti, comunque, la parola d’ordine è stata non lasciamo soli i bambini e le famiglie”. Come dunque si svolgerà l’attività dell’ufficio?
“Sicuramente, in questa prima fase l’ufficio sarà impegnato a fornire ai vicariati e alle parrocchie tutti gli strumenti per poter cominciare questo nuovo anno catechistico nel modo più consapevole possibile, nel rispetto delle norme previste. L’Ufficio Catechistico Nazionale (UCN) ci ha donato, inoltre, il prezioso documento “Ripartiamo insieme” nonché un Convegno su cui riflettere insieme, lanciando ai catechisti la sfida di un serio ripensamento post-Covid e di un cambio di prospettiva. In virtù delle indicazioni di don Maurizio, ora vicario per la pastorale, intensificheremo la collaborazione anche con gli altri uffici pastorali, in particolare con l’ufficio di pastorale giovanile”.
A proposito di progettazione chiediamo a suor Sandra se sia arrivato o meno il tempo di ‘descolarizzare il catechismo’ e come intenda muoversi per sostenere le parrocchie in questo obiettivo. “La Chiesa – afferma la religiosa – non ci ha lasciato soli e con più documenti sta illuminando il nostro modo di agire, per cui io penso che sia prioritario conoscerli e farli conoscere. Papa Francesco ci ricorda che “le sfide esistono per essere superate. Siamo realisti, ma senza perdere l’allegria, l’audacia e la dedizione piena di speranza! Non lasciamoci rubare la forza missionaria!” (Papa Francesco, Evangelii gaudium, n. 109). Come ci è stato suggerito dal documento ‘Ripartiamo insieme’, abbiamo individuato quattro punti su cui porre l’accento: l’ascolto, la narrazione, la comunità e la creatività, che prevede anche l’uso di sistemi informatici”.
“Saranno create quattro commissioni che si occuperanno di ogni singolo settore: da 0 a 6 anni, iniziazione cristiana, catechesi degli adulti e catechesi dei disabili, sperando di poter coinvolgere anche persone nuove, penso per esempio a chi “lavora” nel settore della disabilità. In questi anni ho potuto constatare che non tutte le parrocchie hanno preso parte alle attività proposte, spero allora di poterle coinvolgere sempre di più per rendere davvero l’ufficio un servizio sempre più vicino alle comunità parrocchiali”.
Venendo alla parte operativa suor Sandra spiega che “si faranno incontri per i catechisti e formatori, così da valorizzare tutto ciò che in questi mesi siamo riusciti a costruire. La non scolarizzazione del catechismo è proprio questo: uscire da aule, da tempi e libri e quaderni, per guardare in modo contemplativo luoghi e linguaggi in relazione all’annuncio del Vangelo. Per attuare tutto questo abbiamo pensato di creare quest’anno dei veri e propri laboratori tematici per la formazione dei catechisti”.
“Un genitore che iscrive al catechismo il proprio figlio – conclude – quest’anno si troverà qualche nuovo documento da sottoscrivere e qualche regola in più a cui responsabilmente attenersi, ma ormai dovremmo sapere che servono alla nostra sicurezza. Spero che in ogni singolo genitore che iscrive il proprio figlio al catechismo cresca la consapevolezza che così facendo gli sta offrendo l’opportunità di conoscere da vicino la comunità cristiana”.

R. B.

Condividi