Tra raccolte settembrine o tardive, dalla vendemmia 2020 vini di qualità

Tre cantine in Alta Lunigiana: “Villa di Negro” a Bagnone, “Podere Fedespina” a Mulazzo, “Fattoria Ruschi Noceti” a Pontremoli

Quella del 2020 in Alta Lunigiana è una vendemmia che sarà giudicata solo in cantina: non è certo una novità, ma lo sarà soprattutto quest’anno dopo un’estate partita con le piogge, poi caratterizzata dalla siccità e, infine, con altra acqua caduta dal cielo a cavallo tra settembre e ottobre. Per i primi responsi siamo andati in tre cantine tra Bagnone, Mulazzo e Pontremoli e il giudizio è positivo: una buona vendemmia, che potrebbe regalare ottimi vini.

Il Vigneto di "Villa di Negro"
Il Vigneto di “Villa di Negro”
L'ingresso della cantina di "Villa di Negro"
L’ingresso della cantina di “Villa di Negro”

“Villa di Negro” è a Pagazzana, non lontana dal castello di Bagnone: la titolare è Cecilia Sartori che con il marito Alessandro di Negro (medico chirurgo con una lunga presenza anche all’ospedale di Pontremoli) ha trasformato l’antico podere in un’azienda vinicola. Dagli anni Novanta di lavoro ne è stato fatto tanto, i vecchi vigneti in parte sono stati conservati, altri reimpiantati, ma la passione è immutata e si guarda al futuro.

L'interno della cantina di "Villa di Negro"
L’interno della cantina di “Villa di Negro”

Tre ettari in perfetta esposizione lungo il declivio della collina che guarda a sud ovest e una cantina dalla quale esce una sestina di vini a base di Merlot, Pinot Nero, Syrah, Pollera e poi Vermentino Bianco, Sauvignon, Moscato, Voignier… 15, 18mila bottiglie a seconda dell’annata. “La vendemmia è andata bene – ci spiega il figlio Giancarlo di Negro – sia per qualità dell’uva che per quantità raccolta. Siamo davvero fiduciosi che possa davvero essere un’ottima annata”. Qui la vendemmia è “settembrina” ma in quella parte che guarda già ad ottobre: le uve sono state raccolte nell’ultimo terzo del mese, prima delle piogge; il frutto del lavoro di un anno ora riposa nelle botti in acciaio. Di strada ne è stata fatta da quella prima annata di una dozzina di anni fa quando erano state commercializzate 800 bottiglie di Pinot Nero!

Suggestivo scorcio del “Podere Fedespina”
Suggestivo scorcio del “Podere Fedespina”
Alcune botti del "Podere Fedespina" con il vino in maturazione
Alcune botti del “Podere Fedespina” con il vino in maturazione

Dall’altra parte del Magra, appena sotto Busatica, nel territorio comunale di Mulazzo, nel “Podere Fedespina” le uve sono state raccolte e “pigiate” nella seconda decade di settembre: Antonio Farina e Mirta Fedespina hanno iniziato la raccolta del Pinot Nero l’11 settembre, poi è stata la volta dei grappoli a bacca bianca seguite da Ciliegiolo e Vermentino Nero; per ultimo il Merlot, il 19 settembre. Un po’ presto? “Macché – risponde Antonio Farina – le uve erano pronte e la vendemmia è andata davvero molto bene. Dalle prime impressioni in cantina possiamo dire di essere di fronte ad un’ottima annata: fin dalla tarda primavera c’erano molti timori per l’andamento della stagione invece siamo soddisfatti per aver raccolto uve di grande qualità”. Ci vorranno però quattro anni per gustarlo: “I nostri vini maturano minimo 24 mesi in botte e altrettanti in bottiglia: applichiamo i metodi francesi alle specificità del territorio lunigianese che ha caratteristiche importanti e ci permette di produrre vini che non sono secondi a nessuno”. Le uve arrivano da tre ettari di vigneti e con una produzione di 8/9mila bottiglie l’anno: dal 2015 alle vigne nei pressi della cantina si sono aggiunte quelle del Podere La Casella, non lontano da Caprio, impiantate anche fin dagli anni Ottanta che stanno per regalare a “Fedespina” il primo bianco, un Vermentino con un tocco di Durella.

Un momento della vendemmia alla “Fattoria Ruschi Noceti” con sullo sfondo il panorama di Pontremoli
Un momento della vendemmia alla “Fattoria Ruschi Noceti” con sullo sfondo il panorama di Pontremoli
Il vigneto della  “Fattoria Ruschi Noceti” con sullo sfondo il panorama di Pontremoli
Il vigneto della “Fattoria Ruschi Noceti” con sullo sfondo il panorama di Pontremoli

Varietà autoctone, diversa organizzazione dei vigneti e vendemmia tardiva caratterizzato il podere sulla Costa di Pontremoli dove la vendemmia più tardiva dell’uva della “Fattoria Ruschi Noceti” è iniziata nella seconda settimana di ottobre e si è appena conclusa: una scelta ben precisa, dettata non solo dalla tradizione ma soprattutto da un’attenta cura e verifica della maturazione. “Sì, è una scelta precisa – spiega Francesco Ruschi – perché abbiamo verificato come qui si ottengano vini migliori con uve sovramature. Anche grazie alle forti escursioni termiche, infatti, l’acidità si mantiene elevata e possiamo permetterci di avere più zuccheri e quindi una maggiore gradazione alcolica senza perdere appunto l’acidità”. La pioggia abbondante caduta la settimana precedente la vendemmia potrebbe penalizzare l’annata? “Troppo presto per dare un giudizio sulla rossa – continua – certo l’uva a bacca bianca ha retto molto bene, soprattutto la Durella, e possiamo prevedere un ottimo risultato”. La vendemmia dell’ 8 ottobre è stata molto positiva e per uno dei vini di punta dell’azienda si annuncia un’annata molto buona; tutto da scoprire sarà il risultato che darà l’uva a bacca rossa, soprattutto la Pollera. Tuttavia le giornate di sole della scorsa settimana sono state incoraggianti, la quantità raccolta è stata giudicata ottima e una eventuale resa inferiore alla media sarebbe compensata da un più alto contenuto di zuccheri. Ora, mentre continua il quotidiano lavoro in cantina, inizia il rito, antico, della lunga attesa.

(Paolo Bissoli)

Condividi