Hospitale, il futuro della memoria in mostra a Parma

La città ducale fa rivivere la storia dell’Ospedale Vecchio in una coinvolgente installazione di Studio Azzurro

39HospitaleFino all’8 dicembre il programma di Parma capitale italiana della Cultura 2020-21 propone la mostra-evento Hospitale – il futuro della memoria, un sorprendente viaggio virtuale nel tempo nei grandi spazi della crociera all’interno dell’ospedale vecchio in via D’Azeglio.
Tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 10 alle 20 (il sabato fino alle 23), c’è la possibilità di essere guidati a gruppi di 20 persone in un percorso breve nello spazio ma lungo secoli. La vita dell’Ospedale Vecchio di Parma e le vicende delle migliaia di persone che sono state ospitate al suo interno scorre proiettata nell’installazione curata da Studio Azzurro.
Su grandi lenzuola verticali che scendono lungo le pareti e le riempiono rivive un luogo dove accoglienza, speranza e sofferenza hanno convissuto a lungo, intrecciandosi con la storia di una comunità.
La mostra è anche l’occasione per conoscere lo stato di avanzamento di un progetto, quello del recupero del grande edificio, nel quale la città con il sostegno di Unione Europea, Ministero, Regione e Fondazioni bancarie, ha investito decine e decine di milioni di euro. Al termine della visita, infatti, una serie di pannelli svelano il progetto e illustrano gli interventi la cui realizzazione è iniziata nel 2018, con cifre e cronoprogrammi, in un esercizio di informazione trasparente sempre utile ma non consueta.
Tornando alla mostra, questa illustra la storia dell’Hospitale seguendo un filo narrativo schematico che si concentra su alcuni temi: il rapporto con le acque, l’accoglienza dei malati, ma anche dei poveri, degli orfani, delle famiglie in difficoltà e i tanti pellegrini che transitavano lungo i due percorsi antichi che qui si incrociavano: la Via Emilia e la Via Francigena. Il tema della vita e quello della morte; il lavoro nell’ospedale di medici e di religiosi, di balie e farmacisti, fino al focus incentrato sull’Oltretorrente, il quartiere dove il primo ospedale venne fondato all’inizio del XIII secolo, e a quei fatti che proprio qui avvennero cento anni fa con le barricate nelle strade.
Il grande edificio con il portico che corre lungo la via cittadina, è l’evoluzione di quello che qui venne eretto a partire dal 1250: le funzioni di ospedale continuarono ad essere svolte al suo interno per sette secoli, fino al 1925. Il polo culturale rimasto attivo fino a tempi recenti e che molti hanno conosciuto iniziò a svilupparsi negli anni Settanta quando il Comune di Parma concentrò qui la Biblioteca Civica con annesse Emeroteca e Videoteca, e poi l’Archivio storico comunale e l’Archivio storico del teatro Regio.
Primo segnale della ricostituzione di quel polo è stata l’inaugurazione, a fine settembre, della nuova biblioteca organizzata negli spazi dove i lavori – durati tre anni e nei quali sono stati investiti più di tre milioni di euro – sono terminati, segno che il progetto prosegue all’interno di un edificio che continua a vivere di presenze quotidiane.

(p. biss.)

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