Paesi di Lunigiana Aiola

Tra le valli del Lucido e dell’Aulella, sul fianco del Monte San Giorgio, l’antica comunità di Aiola vive da secoli in un territorio dominato dalle vette delle Alpi Apuane poco lontano da Monzone e da Equi. L’eremo, i marmi e la terra da porcellana usata da Ginori.

Panorama di Aiola. Sullo sfondo, a sinistra, la cima del Pizzo d’Uccello
Panorama di Aiola. Sullo sfondo, a sinistra, la cima del Pizzo d’Uccello

Ad Aiola si arriva percorrendo una breve strada di montagna che si inerpica sul fianco della montagna poco lontano da Monzone. Le Apuane incombono sugli angusti fondovalle di Aulella e Lucido, ma i numerosi paesi che popolano il territorio testimoniano come questo sia stato segnato dalla presenza umana fin da tempi remoti.

La facciata della chiesa parrocchiale di San Giorgio
La facciata della chiesa parrocchiale di San Giorgio

Al centro di Aiola, borgo piccolo ma da un passato importante, stretta fra le case sorge la chiesa parrocchiale intitolata a San Maurizio (che in precedenza era affiancato anche da San Martino). Nel 1199 è ricordata tra le dipendenze del monastero emiliano di Sant’Apollonio di Canossa, ma in seguito è tra quelle della vicina Pieve di Codiponte; entra a far parte della diocesi di Pontremoli all’atto della sua costituzione nel 1787 e nel 1901 passa a quella di Massa. 

Sulla facciata della chiesa il bel bassorilievo raffigurante San Giorgio (1520)
Sulla facciata della chiesa il bel bassorilievo raffigurante San Giorgio (1520)

Il paramento murario mostra parti romaniche nelle quali si apre una nicchia con un’antica statua di marmo raffigurante la Madonna col Bambino; ma è soprattutto il bassorilievo in marmo sopra il portale d’ingresso ad attirare l’attenzione. Raffigura San Giorgio nella tipica iconografia di cavaliere che uccide il drago e libera la principessa raffigurata sullo sfondo. L’opera, degli inizi del Cinquecento, è stata oggetto di varie ricollocazioni: in origine infatti si trovava sulla cappella di Cervara (o Corvaria) lungo la strada tra Aiola e Vinca; venne poi spostata nell’eremo di San Giorgio prima di essere murata infine nell’attuale collocazione nel 1814.

Nel centro di Aiola la stretta via interna che conduce alla chiesa
Nel centro di Aiola la stretta via interna che conduce alla chiesa

L’eremo sorgeva sulla montagna, lontano dal paese: fondato dai Padri Serviti ne restano solo poche tracce, oltre alle memorie che ci ricordano come la facciata della chiesa avesse un “bellissimo Portico a Travertini d’ordine Toscano” realizzato con marmi estratti in loco; l’Aronte lunense del 1770 spiega che da qui “si vede qualche poco il Mare e l’ampiezza di tutta la Valle della Magra nel miglior punto di vista”.

Oltre alla possibilità di estrarre marmo qui nei fianchi delle Apuane nel territorio di Aiola, tra il paese e l’area dove sorgeva l’eremo di San Giorgio, era nota una miniera di rame, in loc. alla Labra. Ancora l’Aronte lunense ci ricorda le tre grosse vene di rame incassate nel “marmo bastardo” e nel Travertino. Il suo sfruttamento avrebbe imposto la costruzione di una cava in galleria e non a pozzo come invece era stata iniziata ai tempi del granduca Cosimo III: “rimane questa bella cava per imperizia abbandonata”.
Ad Aiola si trovava anche un’altra preziosa materia prima: “la terra che serve alle Porcellane” che ogni anno veniva trasportata “alla famosa fabbrica fuor di Firenze del Sig. Marchese Ginori”.

(Paolo Bissoli)

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