Polemiche sull’ipotesi di trasferimenti di servizi dall’ospedale al Don Gnocchi

FIVIZZANO: si parla dello spostamento di sei posti letti di Bassa Intensità di Cura

L'ospedale di Fivizzano
L’ospedale di Fivizzano

La ventilata collocazione di 6 posti letto di Bassa Intensità di Cura (BIC) presso la struttura Don Gnocchi di Fivizzano sta suscitando un gran vespaio polemico di prevenzione, che preannuncia clamorose azioni dimostrative, se non verranno date risposte convincenti e immediate sulle ragioni di questa ipotesi. Non risulta, infatti, nessuna decisione in merito, ma a preoccupare sono le voci che la danno per scontata negli ambienti del potere, già maturata o in via di essere presa. Le chiedono, con una interpellanza consigliare, Alessandro Domenichelli e Stefania Baldassari della Lista “Alternativa per il futuro”, che scrivono di “essere stati informati che la BIC chiuderà presso Chirurgia entro il 31 luglio”. Si fa sentire anche il Comitato SOS Salute Lunigiana con un comunicato nel quale evidenzia i rischi del trasferimento della Bic al secondo piano della Don Gnocchi: “All’ospedale rimarrebbero solo i ricoveri giornalieri; per quelli più lunghi si dovrebbe ricorrere ad altri ospedali….. Il personale rischia di perdere un turno…. Non si potrà più parlare di ospedale, ma di day hospital”.

La struttura della Don Gnocchi a Fivizzano
La struttura della Don Gnocchi a Fivizzano

Anche la CISL funzione pubblica, col segretario Enzo Mastorci, prende una netta posizione contraria: “Si cerchino altre strade se si vuole dare un aiuto alla Don Gnocchi. Non si può, però, indebolire il Servizio Pubblico, per di più agendo a Fivizzano in maniera contraddittoria rispetto agli ospedali della Costa”. Anche la popolazione attende chiarezza. Sarà la Regione a fornirla o la Direzione dell’ASL Nord Ovest o arriverà tramite il sindaco Gianluigi Giannetti? Eppure si è visto recentemente quanto siano indispensabili gli ospedali territoriali, che meritano di essere salvati dalla continua lotta per la sopravvivenza. Un servizio importante come la BIC, istituito nel quadro di un nuovo modello organizzativo dell’assistenza ospedaliera, non più basata sui reparti o sulle unità operative, ma sui bisogni delle singole persone, ospitate in aree funzionali alla gravità della malattia. Un po’ in tutta Italia si sta applicando, in alcuni luoghi già da anni, questo metodo. Vediamo come andrà a finire il nuovo caso “Ospedale di Fivizzano”, dove si attendono dichiarazioni di estrema verità, anche in relazione al destino del secondo piano dell’istituto Don Gnocchi, da tutti sollecitato.

Andreino Fabiani

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