È aumentata la richiesta di aiuto delle donne

44giornata_contro_violenza_sulle_donneIl lockdown è stata sicuramente l’esperienza più incredibile della nostra vita, totalmente inaspettata. Una prova difficile che comunque ha dato spazio anche a momenti di pause riflessive, alla lettura, alla preghiera. Ma le mura domestiche, che dovrebbero essere sinonimo di sicurezza affettiva, hanno purtroppo raccolto le urla di tante, troppe donne, ancora una volta vittime di violenza da parte di chi dovrebbe maggiormente tutelarle, rispettarle, amarle.
Gli oltre 80 centri antiviolenza sparsi per l’Italia dell’associazione “Donne in Rete contro la violenza” (D.i.Re), all’inizio di aprile, hanno segnalato 2.867 casi di richieste di aiuto (un aumento del 75% rispetto all’anno precedente), 1.224 in più rispetto alla media mensile del 2018. Per 806 casi (il 28%), si trattava della prima richiesta di aiuto. Tutto questo nonostante gli esperti si dicano convinti che le convivenze forzate con i compagni, mariti e con i figli scoraggino le donne dal telefonare o recarsi personalmente dalle forze dell’ordine per denunciare le violenze.
Non c’è dubbio che siano stati avviati da anni processi di equiparazione fra l’universo femminile ed il mondo maschile, che si siano raggiunte conquiste variegate, a partire dal mondo del lavoro, eppure si continua a procedere, leggendo attentamente le statistiche, con un passo avanti e due indietro.
Troppe conquiste purtroppo non possono considerarsi acquisite. Anzi, di violenza inaudita le donne continuano a morire o a portare i segni per tutta la vita poiché le ferite dell’anima non smettono di sanguinare. Oggi si parla di “femminicidi”, termine orribile, che evoca delitti ancor più orribili. Troppi uomini continuano a sentirsi superiori, in tutti gli ambienti e a tutti i livelli. La forza fisica resta l’unità di misura che pone la donna nel gradino inferiore.
Ma se l’unità di misura resta la forza fisica, perché solo in questa può esserci effettiva superiorità, allora davvero l’essere umano non ha fatto passi in avanti definitivi nell’evoluzione socio-culturale. E tutte le considerazioni sulle specificità del mondo femminile sono solo chiacchiere che lasciano il tempo che trovano. Le infinite criticità quotidiane, frutto avvelenato di questo tempo anomalo e difficile per tutti, non possono essere scaricate sull’altra metà del cielo.
Sulle spalle delle donne c’è sicuramente il carico maggiore della famiglia: dalla cura dei figli a quella degli anziani; dal lavoro domestico a quello svolto all’esterno con la costante preoccupazione di far quadrare i risicati bilanci. Insieme ai mariti, compagni, fidanzati che siano, si può e si devono condividere le responsabilità domestiche e affettive.
Ragionare su cosa significhi realmente il rispetto per la dignità umana, credendoci realmente lungi da pregiudizi e stereotipi insensati. Basta urla, lividi, omicidi, orfani indifesi a causa della mano di Caino. È già tardi perché il mondo intero impari a rispettare le madri della vita.

Ivana Fornesi

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