Dolce, urlatrice, classica, sentimentale: Mina

Ha festeggiato gli 80 anni una delle interpreti più grandi della canzone italiana

Mina a “Bussola Domani” nell’agosto 1978
Mina a “Bussola Domani” nell’agosto 1978

Sono passati pochi giorni da quando televisioni e radio sono state invase da servizi e programmi che hanno celebrato con grande rilievo il compimento degli 80 anni di Mina, riconosciuta da tempo come la migliore cantante della musica leggera nazionale, almeno dal suo arrivo sulla scena. In realtà, un’interprete conosciuta e amata anche a livello internazionale come confermato dai grandi successi discografici che hanno più volte varcato i confini del nostro Paese.
Un personaggio complesso quello che Anna Maria Mazzini (Busto Arsizio, 25 marzo 1940) è andata costruendo attorno a sé nel corso di diversi decenni, da quando, nel 1958, accetta quasi per una scommessa con gli amici di esibirsi alla Bussola al termine di una serata. È il prologo di una cavalcata trionfale che, a parte qualche momento di incertezza legato al suo carattere riservato, non ha ancora accusato stanchezza. Certo, come tutti i grandi personaggi, anche Mina suscita sentimenti opposti: la si ama in modo incondizionato o la si respinge con altrettanta decisione. Sta di fatto che alcune sue interpretazioni – siano esse canzoni scritte per lei o cover di altri successi – sono ben incise nella storia della canzone italiana. In concreto, Mina “esplode” nei primi anni sessanta e quindi all’inizio della carriera non può che essere “urlatrice”, con un nome d’arte che dice tutto: Baby Gate.
Ma è come Mina che, dopo alcune apparizioni in televisione, nel 1960 scala le classifiche dei dischi più venduti con “Tintarella di luna”, che diventerà la canzone simbolo di quegli anni. Nasce così la “Tigre di Cremona”. Da quel periodo in poi Mina partecipa a tournée all’estero, si esibisce con successo in Italia, in particolare proprio alla Bussola.
Tante le partecipazioni (come ospite, ma anche e soprattutto come conduttrice) alle trasmissioni televisive più seguite: Canzonissima, Studio Uno (da antologia i suoi siparietti con ospiti del calibro di Totò e Alberto Sordi), Senza Rete… Il tutto fino al 1978, quando, dopo diversi annunci, Mina decide di porre fine alla sue apparizioni in pubblico.
A Bussola Domani, l’undicesima serata del 23 agosto 1978 è anche l’ultima occasione per i tanti fan di Mina di sentirla cantare dal vivo. Poter dire “io c’ero” mette ancora i brividi! Come si diceva sopra, però, un personaggio complesso perché a fianco di una artista di classe indiscussa, c’è stata una donna che sul piano personale non ha avuto quella che si può definire una vita tranquilla. Due figli da padri differenti, convivenze con partner diversi, due matrimoni, il secondo con un amico di lunga data, a Lugano, dove Mina, naturalizzata svizzera, vive dagli anni ottanta. Storie vissute in un’Italia che non era quella di oggi, dove le storie personali vengono rese pubbliche nei minimi dettagli ma non incorrono più in “censure”.
Quelle che ancora apparivano come trasgressioni gravi sono state pagate da Mina (specie in occasione del primo figlio, nato nel 1963) con l’ostracismo dagli schermi RAI, superato solo per il grande successo decretato le dal pubblico. Dal momento del suo “ritiro” a Lugano Mina ha continuato a sfornare successi e collaborazioni con i cantanti più famosi, inanellando dischi d’oro.
Il pubblico continua a premiarla nelle vendite anche per i dischi incisi con canzoni inedite, ma ogni volta che viene riproposta un’antologia di successi (canzoni di De André, Battisti, Paoli…) si ha la conferma che anche lei, come altri “classici” di quegli anni, è prigioniera di un mito che ancora non si è nemmeno avvicinato al declino.

Antonio Ricci

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