Nell’emergenza la Misericordia di Pontremoli continua la sua missione

Servizi assicurati grazie all’impegno dei dipendenti e alla disponibilità dei volontari

Foto d’archivio dei dipendenti e volontari della Misericordia
Foto d’archivio dei dipendenti e volontari della Misericordia

La scorsa settimana abbiamo dato voce al racconto delle difficoltà che stanno vivendo i medici di famiglia pontremolesi in questi drammatici giorni legati alla pandemia del coronavirus. Oggi proviamo a raccontare “la vita al tempo del virus” come viene vissuta da una delle associazioni che da sempre ha fatto nel supporto alla popolazione una delle sue caratteristiche fondanti, ovvero la Venerabile Confraternita della Misericordia. Il priore, Paolo Angella, non nasconde le difficoltà di questo evento senza precedenti, se non molto lontani nel tempo, che ha creato uno stato di allarme internazionale. Del resto, lo stiamo vivendo tutti i giorni, muovendoci in uno scenario che pare degno di un film di fantascienza: città semivuote, persone con mascherine e guanti. “Sicuramente – sottolinea Angella – soprattutto nelle prime settimane c’è stato un po’ di caos. Ci siamo trovati in confusione anche perché è mancato il coordinamento su come dovevamo operare, in primis sono mancate le comunicazioni da parte dell’Asl. Ma comprendiamo bene che era una situazione difficile e inattesa e ci è voluto qualche giorno per assegnare i vari compiti”.

Il priore della Misericordia di Pontremoli Paolo Angella
Il priore della Misericordia di Pontremoli Paolo Angella

Ora, per quanto è possibile in questo contesto, la situazione si è abbastanza riordinata anche per quanto concerne la Misericordia: “È un periodo molto impegnativo: riceviamo anche dieci chiamate al giorno. Pensiamo poi che in questa fase, per limitare il rischio di contagio, stiamo utilizzando per le uscite quasi esclusivamente i dipendenti (attualmente nove in forza alla confraternita) che, soprattutto, nei primi giorni hanno fatto anche turni di dodici ore andando ben oltre le imposizioni del loro lavoro: non posso che ringraziarli di questa generosità”. L’emergenza ed il rischio di contagio costringono poi l’equipaggio ad un lavoro supplementare: “al ritorno da ogni viaggio, bisogna disinfettare tutto accuratamente. Le ambulanze restano ferme anche un’ora per essere sanificate”. Per quanto riguarda i volontari, la loro opera resta comunque importante: “Vengono utilizzati principalmente per la consegna dei pasti e delle medicine alle persone in difficoltà o comunque che non possono muoversi”. Un servizio che la Misericordia sta portando avanti, con l’organizzazione del Comune, in sinergia con Protezione Civile, Caritas, Scout, Lions e Rotary Club. Ma se il mondo del volontariato continua a collaborare, non è così né per gli stagisti né per i ragazzi del servizio civile perché “ci è arrivata la direttiva della Regione di sospendere i progetti del servizio civile (erano due i ragazzi attualmente in forza) così come degli stage. Il tutto in attesa che l’emergenza termini”. Intanto, per i dipendenti e i volontari della Misericordia non è facile, oltre ad aiutare gli altri, anche difendere sé stessi dal rischio del contagio. “In questo momento – dice Angella – è molto difficile reperire il materiale (mascherine, guanti, tute ecc) per garantire la protezione individuale. Noi ci siamo attrezzati in maniera autonoma e, per il momento, siamo riusciti ad assicurare la salvaguardia ai nostri uomini. Ma certo è una situazione difficile che ci costringe ad un impegno notevole”. Lo dimostra il fatto che per gli uomini e le donne della Misericordia di Pontremoli i turni finiscono anche a tarda sera. C’è poco tempo per riposare, si recuperano le energie e poi ci si prepara per un altro giorno impegnativo. (r.s.)

Condividi