Montereggio: continua il legame col Giappone nonostante il coronavirus

A Mulazzo collegamento social grazie al progetto “Decameron 2020”

La piazza di Montereggio
La piazza di Montereggio

è proprio vero che il mondo è piccolo se pensiamo che Yoko Uchida, famosa scrittrice giapponese nel 2018 è “sbarcata” a Montereggio, (come abbiamo già raccontato nel corso di questi mesi) borgo medievale, nel Comune di Mulazzo, con una storia unica e affascinante da meritare l’inclusione nella lista Book Town di tutto il mondo. Proprio da qui partirono fin dall’Ottocento i librai ambulanti con in spalla una gerla piena di libri, molti dei quali con abnegazione e sacrificio, sono riusciti ad aprire librerie e case editrici importanti. La scrittrice nipponica con il suo libro “Montereggio, vicissitudini dei librai viaggiatori da un paesino”, oltre a far conoscere la suggestiva frazione a Tokyo è riuscita a mantenere, grazie alla fattiva collaborazione con la Proloco e l’Associazione “Le Maestà di Montereggio”, uno scambio culturale senza interruzioni. Va ricordato che ventitré studenti della Scuola “Galanti” di Mulazzo, sotto la competente guida della maestra Francesca Luciani, hanno dato alla stampa “Il libro nella gerla”, tradotto anche in lingua giapponese con enorme successo, tanto da contribuire a lanciare l’epopea dei librai lunigianesi anche nel paese del sol levante. Attualmente, proprio a causa del “coronavirus”, essendo chiuse le scuole del Paese, i giovanissimi allievi, esperti della tecnologia, raccontano agli amici lontani come trascorrono le loro giornate fra le mura domestiche. Niente aule, niente lavagne, né gessi, solo la via veloce dei social, che facendo capo al Progetto didattico “Decameron 2020”, mediante schermi e collegamenti, narrano vissuti interessanti, a partire dal calore familiare con genitori, fratelli, nonni. Le loro storie, intrise di emozioni e di nostalgia per le mancate corse in bicicletta, i giochi con i compagni, l’incontro con i docenti, le corse spensierate e la paura del contagio, vengono postate sul sito web “Hojosha” e tradotte in giapponese da Yoko Uchida. I nostri ragazzi hanno bisogno di maturare la cultura del procedere “con” e “verso”, la condivisione. Parole, suoni e immagini che si fanno ponti, legami, incroci di vita, incontri e scambi di esperienze per una relazionalità positiva che, pur a distanza, aiuta i ragazzi a comprendere che tutti siamo cittadini dello stesso mondo.

Ivana Fornesi

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