Unità dei cristiani: Paolo, accolto dalla inusuale gentilezza dei “barbari”

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani: “ci trattarono con gentilezza”. Si è svolta a Carrara la celebrazione ecumenica nella parrocchia ortodossa rumena San Giovanni Crisostomo

26San_Paolo1Mercoledì scorso, 22 gennaio, si è svolta nella chiesa del Suffragio di Carrara – sede della parrocchia ortodossa rumena “San Giovanni Crisostomo” – la Celebrazione ecumenica, cuore delle iniziative diocesane per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2020 che quest’anno ha avuto come tema “Ci trattarono con gentilezza”.
La scelta di questo motto lucano, tratto dagli Atti degli Apostoli (28, 2), è stato preparato dalle Chiese cristiane di Malta e Gozo (Christian Together in Malta) che ogni anno – il 10 febbraio – celebrano la Festa del Naufragio dell’apostolo Paolo, commemorando e rendendo grazie per l’arrivo della fede cristiana in quelle isole.
La Celebrazione ecumenica – alla presenza del Vescovo diocesano, mons. Giovanni Santucci e guidata da don Anthony Nnadi, incaricato diocesano per l’Ecumenismo, insieme a padre Armand Bratu, parroco ortodosso rumeno di Carrara e al pastore Massimo Marottoli, della Chiesa Evangelica Metodista di Carrara e che ha visto la partecipazione di molti fedeli delle diverse confessioni cristiane presenti a Carrara, nonché di diversi sacerdoti – è stata interamente centrata sulla narrazione di questo episodio, memorabile e provvidenziale, narrazione che ci è stata tramandata negli ultimi due capitoli degli Atti degli Apostoli.
La pericope segna proprio l’inizio del cristianesimo a Malta – un piccolo stato, costituito da due isole maggiori abitate, Malta e Gozo, e da altre isole minori – nel cuore del Mar Mediterraneo, a metà via tra la punta più meridionale della Sicilia e il Nord Africa. Questa isola, di biblica memoria, si trova al crocevia di varie civiltà, culture e religioni.
Come per tutta la Settimana di preghiera 2020, così anche durante la Veglia ecumenica e negli altri vari incontri, le preghiere e le riflessioni comuni sono state tutte focalizzate proprio su questa ospitalità mostrata dagli abitanti dell’isola verso coloro che, stranieri, avevano patito il naufragio. “Ci trattarono con gentilezza” ci interpella come cristiani che insieme affrontano la crisi relativa alle migrazioni e non da ultimo ci ricorda che l’ospitalità è una virtù altamente necessaria nella ricerca dell’unità tra cristiani.
Una condotta che ci spinge ad una maggiore generosità verso tutti coloro che sono nel bisogno. Le persone – letteralmente “i barbari” come ben ha sottolineato Massimo Marottoli, nella sua esegesi, molto ricca e curata – che mostrarono gentilezza verso Paolo e i suoi compagni non conoscevano ancora Cristo, eppure è per la loro “inusuale gentilezza” che un gruppo di persone divise viene radunato in unità.
La nostra stessa unità di cristiani sarà svelata non soltanto attraverso l’ospitalità degli uni verso gli altri, pur importante, ma anche mediante l’incontro amorevole con coloro che non condividono la nostra lingua, la nostra cultura e la nostra fede.
Nei tempestosi viaggi e nei fortuiti incontri della vita, la volontà di Dio per la sua Chiesa e per tutta l’umanità raggiunge il suo compimento… perché come proclamerà Paolo giunto a Roma, la salvezza di Dio è per tutti. (M.M.)

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