Dai terreni demaniali spazi per l’agricoltura in Lunigiana?

A Bagnone si è tenuto un convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici

Un momento del convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici
Un momento del convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici

Venerdì, 10 gennaio, si è svolto, nella Sala Consiliare di Bagnone, un convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici a cui hanno partecipato esperti relatori: Giorgio Pagliari, Giorgio Pizziolo, Michele Filippini, Gianluca Barbieri e, in rappresentanza dei Beni collettivi, Dino Franchi di Jera di Bagnone e Urbano Simonetti di Vico, unitamente ad altri rappresentanti provenienti da altri Comuni. Interessati anche Gal Lunigiana, Coldiretti, Cia … In apertura il saluto del sindaco Carletto Marconi il quale ha posto l’accento sul valore della salvaguardia del nostro territorio per conoscere potenzialità e criticità, a partire dai drammi causati dal dissesto idrogeologico. “Urge tornare a monte, nel senso di ripulire boschi, sentieri, alvei, canali … onde impedire i disastri a valle, ha detto il primo cittadino. Ogni piccola conquista è un passo avanti per la sicurezza. Leggi e Regione Toscana, come ha ribadito pure Loris Rossetti, offrono concrete possibilità di intervento. Non possiamo non coglierle”. Impossibile elencare i vari interventi, molto tecnici, per cui ci atteniamo al filo conduttore che li ha uniti. I terreni sottoposti da diritti civici sono beni di proprietà collettiva, o Beni Civici o, secondo la legge 168 del 2017, Domini collettivi. Appartengono alla comunità per cui si parla di gestione e non di proprietà. Conservano antichi diritti spettanti agli abitanti di un Comune o di Associazioni ben definite. Essi venivano esercitati, in passato, nelle forme compatibili con i bisogni della popolazione, nell’ambito di una economia di sussistenza. Curati vari settori: legnatico, pascolativo, erbatico, fungativo … in base alle comuni radici agresti e pastorali. Il legislatore, con la legge varata nel novembre del 2017, all’unanimità da Camera e Senato, distinse gli usi civici in due categorie: terre di proprietà collettiva (Demanio) e terre di proprietà privata su cui grava un diritto di uso civico, in favore della collettività.

Un momento del convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici
Un momento del convegno sul nuovo quadro normativo dei Beni Sociali e Usi Civici

Chiamato in causa l’art. 9 della Costituzione che tutela il paesaggio ed il patrimonio storico – artistico della Nazione. I Beni Civici, ossia il patrimonio demaniale, in Italia, ammonta a milioni di ettari. Trattasi di una superficie immensa che opportunamente utilizzata potrebbe contribuire a rilanciare l’agricoltura, la riforestazione e lo sviluppo degli eco villaggi come è stato fatto nella Tenuta “Vallona”, in provincia di Bologna. Qui si sono insediate Cooperative agricole, e non solo, ridando lavoro e ripopolando i luoghi. Noi, però, siamo in Lunigiana, ha tenuto a ribadire Gianluca Barbieri, ci vuole coraggio e grande spirito di sacrificio per ridare respiro all’agricoltura. Tutti d’accordo nel riconoscere l’importanza di far parte del Parco dell’Appennino Tosco – Emiliano “Riserva Mab – Unesco”. L’attitudine alla collaborazione, il senso di comunità, la condivisione dell’uso delle risorse a fronte delle difficoltà che l’ambiente presenta, restano tratti essenziali per guardare al futuro con fiducia. L’acqua pulita, i pascoli, i boschi … hanno rappresentato un valido patrimonio per i nostri avi. Potrebbero esserlo pure oggi per reagire al calo demografico e alla sterile rassegnazione. Ed allora, ciascuno secondo il proprio ruolo, può dare il suo contributo. Nella consapevolezza che azione e responsabilità condivise fanno la differenza. Uniti per pensare al domani e alle giovani generazioni, agendo con buonsenso e competenza, sul territorio di appartenenza. Ha moderato gli interventi Enrico Petriccioli.

Ivana Fornesi

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