La politica torni a progetti ancorati alla realtà

Scuola diocesana di formazione all’impegno socio-politico

Le cave di marmo
Le cave di marmo a Carrara

Fare politica significa operare scelte partendo da analisi delle situazioni, che a loro volta si fondano su numeri, cifre, dati, insomma statistiche che aiutino l’osservatore ad approcciarsi alla realtà. Per questo motivo il primo incontro della Scuola diocesana di formazione socio-politica, tenuto da Vincenzo Tongiani, direttore dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio, lo scorso 27 novembre nella Curia vescovile di Massa, era intitolato “La Provincia di Massa Carrara: una visione di insieme”.
“È dalle conoscenze – ha evidenziato Tongiani – che ci si mette in moto per il cambiamento, senza il quale c’è un inevitabile deterioramento della qualità dell’azione politica e la mancanza di un concetto fondamentale come quello di bene comune, vera ‘bussola’ dell’agire politico”. Parole che hanno fatto eco al saluto del vescovo Giovanni, che si è rivolto agli studenti auspicando una presa in carico della cosa pubblica, nell’ottica del rovesciamento dei criteri di giudizio, così come indicato nel Vangelo, perché i cristiani siano una provocazione e “pietra d’inciampo” nel mondo.
La presentazione del “Rapporto Annuale Economia” da parte di Tongiani ha permesso agli studenti presenti di fotografare la realtà socioeconomica del territorio. Anzitutto la questione demografica. Il rapporto Istat 2018, pubblicato pochi giorni fa, ha certificato un ulteriore calo delle nascite nel nostro Paese (-4% rispetto all’anno prima) e i dati sul primo semestre 2019 confermano l’ennesimo record negativo. Anche la nostra provincia nell’ultimo quinquennio ha perso 5mila abitanti, sia pure con alcune eccezioni: saldi demografici attivi, seppure di poche unità, si registrano nella città di Pontremoli e nella città di Villafranca.
Non è cresciuta la popolazione straniera, attestata su meno di 15mila presenze (7,4% della popolazione totale). Ma la “spina nel fianco” rimane il tasso di disoccupazione elevato: 10,4% rispetto al 7,4% della Toscana; uno dei più alti a livello nazionale, a fronte di una crescita del PIL locale dello 0,6%, valore dimezzato rispetto all’anno precedente. Se è vero poi che c’è stata una lieve crescita dello 0,55% rispetto al numero delle nuove imprese registrate, da notare però anche la contrazione di aziende e addetti soprattutto nel settore dell’artigianato.
Il bacino portuale di Marina di Carrara ha registrato un incremento del 9,5% delle merci movimentate in banchina, così come buoni risultati sono stati ottenuti dal settore dell’agricoltura (dove operano circa 2.000 persone), con aumenti nella produzione di vino, olio e farina di castagne; positivo anche il segno delle esportazioni.
Molti i dati enunciati dal report: dal lapideo all’accesso al credito, dal turismo alla nautica, ma nel territorio rimangono molte questioni aperte, come la mancanza di infrastrutture, la cronica carenza di posti di lavoro, il riverbero di una globalizzazione senza regole e senza orientamento.
Forse, a detta di Tongiani, manca una comune identità di un territorio, come quello apuano, disomogeneo dal punto di vista antropologico e culturale.
“Questo incontro introduttivo sarà il filo conduttore di tutto il corso, ha detto agli studenti in conclusione Fausto Vannucci, direttore della Pastorale Sociale e del Lavoro; scopriremo alcune realtà produttive del nostro territorio, dal settore lapideo, al mondo agricolo, alle attività portuali, che permetteranno di toccare con mano la realtà concreta del territorio a coloro che si vogliono affacciare all’impegno socio-politico”. (df)

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