Tra queste si segnala il successo di “Sapori di Natale” e dell’iniziativa dello chef Paganini che prepara piatti raffinati con i prodotti tipici del territorio. Ma anche alla visita compiuta da una delegazione alla città tedesca di Engelsbrand.

Fivizzano sta vivendo un momento di fervore di iniziative culturali, sociali, di recupero di memorie storiche e di tradizioni, ma anche di proposte enogastronomiche locali ed idee progettuali, che vedono impegnati singoli cittadini, associazioni, Amministrazione comunale, enti comprensoriali. Basti pensare all’evento “Sapori di Natale”, che non è stato solo riproposizione di prodotti tipici, come ciàn, pattone, polenta incatenata, o di bancarelle di opere dell’ingegno, avendo dato spazio a manifestazioni collaterali di grande interesse, quale la presentazione del libro “Maria della Ghiara, celesti coincidenze” di Paolo Andreoli, ispirato dal profumo creato da Anna Rosa Ferrari. In esso è disegnato un itinerario turistico-spirituale nei luoghi che conservano tracce di opere dedicate alla Beata Vergine dell’Adorazione: Fivizzano, Modena, Reggio Emilia, Tivoli. In tema di gastronomia sta riscuotendo successo l’esperienza della cucina “itinerante”, che vede protagonista il cuoco Rolando Paganini intento a preparare piatti a base delle specialità dei vari luoghi visitati. A San Terenzo Monti, ad esempio, è stata la volta della salsiccia e del cotechino fasciato della Norcineria Oligeri; a Fivizzano non mancherà la spongata. E così via nei paesi inseriti nel programma delle lezioni dell’Università del tempo libero, non certo per sovrapporsi alle caratteristiche dei piatti della tradizione, che sono il punto di forza della ristorazione presente sul territorio. “Io seguo gli insegnamenti di mia nonna, che aveva un ristorante in Argentina, e di mia mamma che lo aveva a Equi”, ha dichiarato una nota ristoratrice fivizzanese. Sarebbe troppo lungo passare in rassegna tutte le attività collegate al mondo agricolo o alla produzione dolciaria o di pane di alta qualità o di pasta fresca di vario tipo o di carne di animali allevati in proprio. Si può sintetizzare dicendo che se uno vuole acquistare del buon vino, del miele, della farina di castagno, delle mele, dei salumi,….. tutto “nostrale”, o recarsi in un agriturismo o in un ristorante di garanzia, troverà l’offerta giusta e velocemente.

Buon segno, ma più ispirati a valori alti e duraturi, che investono le relazioni fra persone, anche di nazionalità diverse (le offerte della cerimonia dell’accensione dell’albero a Monzone sono state donate all’associazione Amata Africa per il Ruanda), o i rapporti solidali fra le più vicine, in quanto residenti nello stesso territorio, sono stati alcuni avvenimenti recenti, che meritano di essere ricordati. Ci si riferisce al rafforzamento dell’amicizia fra l’Amministrazione municipale e la comunità di Engelsbrand e Fivizzano, dopo il caso Kusterer, sergente di Reder, a cui era stata data una onorificenza, poi ritirata. Una delegazione della Giunta si è recata in Germania e ha posto le basi per un gemellaggio. è la continuazione di quel processo di riappacificazione sancita dalla presenza a Fivizzano dei Presidenti della Repubblica Italiana e Tedesca. Anche il dono di un defibrillatore che l’Avis di Fivizzano ha fatto per la palestra utilizzata dalle scuole e dalle associazioni sportive del capoluogo assume un significato importante, perché evidenzia una comunità collaborativa, attenta alle problematiche del proprio paese. La stessa cosa è ripetuta anche in altri borghi. Apprezzabile, in questa direzione, è stata anche l’iniziativa dell’Associazione Mangia trekking, che grazie al lavoro di volontari ha ricreato una carbonara nei boschi di Vinca, dove ancora permangono i segni di molte “piazza del carbone”, simbolo di una civiltà ormai scomparsa. Sono iniziative che fanno bene al territorio, lo valorizzano e lo rendono praticabile. Certo che, se andasse in porto l’idea di Valdo Spini dei castelli lunigianesi patrimonio dell’Unesco, Fivizzano con i suoi potrebbe trarne beneficio. Purtroppo in questo quadro ottimistico non manca una nota negativa: i dipendenti della struttura Don Gnocchi di Fivizzano, come di quella di Massa, hanno manifestato, sostenuti da tutte le sigle sindacali, davanti all’ospedale, perché temono una riduzione di stipendi, ma anche dei servizi, che, a Fivizzano, non riescono a decollare e ad assumere quelle caratteristiche di eccellenza che erano state prospettate al momento della costruzione.
Andreino Fabiani



