Via Francigena: pellegrini in crescita sulle strade della Lunigiana

Abbiamo contattato alcune delle strutture di accoglienza lungo il territorio. Tra le 3.000 e le 5.000 le presenza nel 2019, per un percorso che affascina ed incanta anche se c’è chi lamenta qualche problematica nella segnaletica.

Un pellegrino lungo la via francigena
Un pellegrino lungo la via francigena

Via Francigena un potenziale volano del turismo lunigianese? Un leit motiv che da anni sentiamo ripetere ma che adesso sembra diventato realtà. A certificarlo arrivano i numeri dei punti accoglienza dei pellegrini che ricalcano l’antica via percorsa dal Vescovo Sigerico oltre 1.000 anni fa, sempre più persone, da molti paesi, con varie caratteristiche: da chi vuole fare il turista nei borghi storici a chi vuole mangiare e bere bene, a chi fa un viaggio devozionale. Per questo diventa sempre più importante fare della Francigena un prodotto turistico omogeneo, secondo il dettato della nuova legge regionale e valorizzare il patrimonio presente lungo il suo tracciato in Toscana, ma anche la sua identità, la sua storia. Per quanto concerne il nostro territorio si può stimare che ci sia stato un flusso, in questo 2019 ancora da finire, che si può stimare tra le 3.000 e le 5.000 unità. è chiaro che la “forchetta numerica” è necessariamente molto ampia visto che è una tipologia di passaggio non sempre facile da registrare o da differenziare dal “turista” semplice. Comunque i numeri dovrebbero essere in quello d’ordine di grandezza. Noi li abbiamo desunti dal confronto con alcune delle principali tappe di “appoggio” che si trovano lungo il percorso lunigianese dove i pellegrini possono trovare un po’ di sollievo dalle fatiche del viaggio. Come ad esempio la Foresteria al Castello del Piagnaro dove, ci dicono dal Comune, si segnalano circa un migliaio di presenza l’anno “di cui 700-750 sono pellegrini in viaggio sulla Francigena”.

La facciata del convento di San Lorenzo (ex Cappuccini)
La facciata del convento di San Lorenzo (ex Cappuccini). Uno dei principali punti di accoglienza per i pellegrini della Francigena in Lunigiana

Ma forse a Pontremoli il luogo in cui transitano il maggior numero di “Romei” (ovvero pellegrini verso Roma) è l’ex Convento dei Cappuccini, gestito da un gruppo di volontari, che con i suoi 24 posti letto offre un importante punto di appoggio “quest’anno – ci confermano – sono state circa 1.600 le persone che sono transitate presso il Convento”. Un luogo dove i viandanti, oltre ad un posto per la notte, hanno la possibilità di farsi una doccia “abbiamo realizzato un’apposita struttura ed è una cosa che gli ospiti gradiscono moltissimo”, ma non solo, infatti c’è anche una cucina in cui è possibile prepararsi dei pasti caldi. Per quanto riguarda la tipologia dei pellegrini lo spettro è davvero ampio “ah ci sono di tutte le età e di tutte le nazionalità, veramente da ogni parte del mondo. Forse i più presenti complessivamente sono i francesi. Anzi direi che i transalpini hanno mentalità più avventurosa. Infatti si vedono spesso signore, anche mature, viaggiare da sole senza paura”. Ed un altro aspetto da sottolineare è come sia cambiato il mondo del “pellegrinaggio” in questi ultimi anni “è molto aumentata la moda di fare il viaggio a tappe. Magari si fa il cammino per una settimana, poi si ritorna a casa. Dopo un certo periodo di tempo, magari sei mesi o un anno, si riparte dal punto in cui si era interrotto il cammino precedentemente. Un modo per conciliare la bellezza del cammino con il poco tempo a disposizione”. Ed a proposito di bellezza, dall’ex Convento tengono a sottolineare come “i pellegrini sono entusiasti del cammino in Lunigiana magari arrivano a Pontremoli provati per la lunga discesa della Cisa ma sono incantati per la vista e la città”, ma anche per l’accoglienza visto che “ci lasciano spesso messaggi molto positivi su come si sono trovati da noi”.

La facciata della chiesa di San Caprasio
La facciata della chiesa di San Caprasio

Continuando il cammino la tappa della Francigena arriva poi ad Aulla, dove è la parrocchia di San Caprasio il principale punto di accoglienza per i viandanti. Sono già stati più di 1.900, nel 2019, i pellegrini in marcia sulla Via Francigena ad essere ospitati nell’ostello dell’abbazia. A questi ne vanno aggiunti un altro migliaio, i quali passano senza pernottare. Numeri in leggera salita rispetto al 2018, a testimoniare l’indubbia vivacità religiosa e culturale che ruota attorno al luogo di culto più caro agli aullesi. L’uscita dalla Lunigiana del cammino della Francigena avviene con la successiva tappa che porta i viandanti ad Avenza. Qui, alla parrocchia di San Pietro Apostolo, dicono di “aver avuto una lieve diminuzione del pernottamento dei pellegrini (comunque circa un migliaio)”, ma è una questione soprattutto legata al fatto che sono sorti, lungo il tragitto vari punti di sosta e che quindi i pellegrini si ‘disperdano’ tra mille rivoli’. “è una tappa molto impegnativa e magari qualche viandante si ferma prima dell’arrivo per poi sorpassare la nostra tappa e magari fare un salto al mare”. Ma comunque anche in questo caso quello che si registra è la soddisfazione dei pellegrini “si c’è stato qualcuno che si è lamentato per una segnaletica un po’ deficitaria. Ma nel complesso quello che resta negli occhi è la bellezza del percorso”. (r.s.)