Chi di nocciole ferisce…

47editorialeUna volta la politica si svolgeva nei luoghi deputati: sedi di partito o aule parlamentari. Oggi il mondo della comunicazione è diventato l’arena su cui si combatte per un voto in più e, spesso, la strada è il luogo privilegiato per ottenere informazioni o accendere polemiche. Una volta i politici rilasciavano interviste, spesso rilette e corrette dagli interessati.
Oggi, quando va bene si discute (si fa per dire) nei tanti talk show televisivi, dove non si capisce mai chi ha ragione o torto e dove ciò che conta non sono tanto i contenuti, quanto la visibilità. È penoso vedere le corse per strada o in piazza degli intervistatori in agguato per ottenere una dichiarazione che, inutile dirlo, non potrà essere pensata né ponderata. Il risultato è che la valanga di notizie e di dichiarazioni provoca confusione e sfiducia verso la classe politica, vista dal cittadino comune non come interessata all’interesse comune, ma, quando va bene, alla ricerca dell’affermazione della propria parte.
47vignettaMa c’è chi sa usare perfettamente la macchina della comunicazione e ne determina la linea. Negli anni scorsi in modo assillante veniva presentato come nemico il profugo, il rom, l’extracomunitario. Il problema dei problemi era la sicurezza. Il linguaggio era forte, se non volgare. Non c’era da meravigliarsi se il Rapporto Censis del tempo presentava il popolo italiano come rancoroso.
Salvini riusciva ad avere piena visibilità sapendo che, attraverso questa, poteva aumentare la sua popolarità. E non c’è da meravigliarsi se il Rapporto Censis 2019 dichiara che “negli ultimi tempi sembra essere montata una pericolosa deriva verso l’odio, l’intolleranza e il razzismo nei confronti delle minoranze… In Italia a pensarla così è il 58% della popolazione”. In quest’ultimo periodo il popolo delle “sardine” ha colpito forte sul terreno privilegiato di Salvini e gli ha rubato le piazze e le prime pagine.
Per recuperare ha pensato bene di cavalcare il Mes. La materia, tuttavia, anche se veniva contrabbandata come pericolo economico dell’Italia, non scaldava la platea. Da qui l’ultima trovata: l’attacco a uno dei miti nazionali (la Nutella, ingrediente principale: le nocciole) per recuperare e oscurare il pericolo di accantonamento mediatico. Non gli è andata bene, nonostante abbia giustificato il suo rifiuto nei confronti di quel prodotto per il fatto che le nocciole siano di origine turca.
Voleva difendere il made in Italy… ma ha dimenticato che la ditta che la produce dà lavoro a migliaia di operai italiani, che lavora su suolo italiano, che paga le tasse in Italia e che, soprattutto, le nocciole italiane non sono sufficienti per il suo fabbisogno.
Ma c’è anche un fenomeno nuovo. Le “sardine” lasciando a casa bandiere, slogan e insulti, denunciando il sovranismo con pacatezza ed educazione, hanno già ottenuto un risultato: sono praticamente scomparsi i toni virulenti del recente passato.

Giovanni Barbieri

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