Presentato a Pontremoli il libro di Paolo Gulisano su Malachia tra storia e misteri

44malachiaAnche il tempo presente pone seri interrogativi alle persone che riflettono su come sta andando il mondo, in cui la bestia dell’oscura Apocalisse proferisce “parole arroganti e bestemmie” e si direbbe che “da qualche fessura è entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio” (Paolo VI, 1972); Paolo Gulisano, medico di professione e storico per passione, riflette sul presente con lo sguardo lungo e contestuale della storia.
Nel saggio sulla profezia delle “molte tribolazioni” prima dei “tempi ultimi” attribuita a Malachia (1095-1148) – santo monaco dell’Irlanda degli “uomini di Dio”, testimoni profondi di spiritualità cristiana e grandi evangelizzatori quali Patrizio e Colombano – espone le sue conoscenze sull’identità cattolica e sulla civiltà e cultura del popolo irlandese ricca di integrazioni tra gli autoctoni celti che non ebbero contatto coi romani, i britanni, i vikinghi, i germanici angli e sassoni, i normanni e in età moderna gli inglesi che portarono problemi non del tutto risolti.
Malachia ebbe l’energia interiore, la cultura e una intima fedeltà evangelica per rinnovare la chiesa irlandese che ha avuto nei secoli splendore e debolezze: teologo, riformatore, capace di instaurare forti amicizie con gli umili e coi potenti, taumaturgo, in un primo viaggio a Roma per avere consigli dal papa a risolvere tensioni tra lui vescovo e i clan territoriali, si fermò a Chiaravalle abbazia fondata da San Bernardo di cui fu vero amico e nelle cui braccia morì.
Bernardo scrisse la biografia di San Malachia ma non parla della Profezia che l’amico avrebbe scritto contenente l’elenco di 111 papi fino all’ultimo Pietro Romano che pascerà il gregge durante l’ultima persecuzione della Chiesa e poi Roma sarà distrutta e il terribile Giudice giudicherà il suo popolo. Benedetto XVI corrisponde all’ultimo papa dell’elenco; siamo dunque arrivati alla fine della storia del mondo o della Chiesa?
Il testo della profezia, edito per la prima volta a Venezia nel 1595, fa molto discutere che sia autentico di Malachia, quasi sicuramente è un falso elaborato non si sa dire dove e quando e come sia arrivato nelle mani del benedettino fiammingo che lo stampò. Gli oracoli, le profezie sono un’attrattiva dell’uomo, anche oggi milioni di persone consultano oroscopi, danno credito a maghi e astrologi nell’illusione di conoscere il proprio futuro. La conclusione critica del libro di Paolo Gulisano è di preoccupazione ma anche piena di speranza: la Chiesa vive situazioni molto difficili ma non nuove, le profezie sono sempre state una sferza contro l’indifferenza e la corruzione dei costumi di vita.
Si alimenta la speranza di trovare in Gesù la sola e unica vera guida. L’intensità concettuale e critica rimanda alla lettura analitica e personale di un libro di narrazioni antiche che proiettano nel futuro.

(m.l.s.)

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