Pontremoli: sarà demolito quel che resta della villa Ceppellini

Il Consiglio Comunale l’ha declassata da edificio di interesse architettonico a rudere. Farà posto al secondo capannone commerciale nell’area dell’ex cementificio

La Villa Ceppellini vista da sudovest
La Villa Ceppellini vista da sudovest

Il destino della ex villa Ceppellini, ricompresa all’interno del perimetro di quello che è stato il cementificio di Pontremoli, è ormai segnato: quanto resta dell’edificio ottocentesco sarà infatti demolito per fare spazio al secondo capannone la cui costruzione è prevista nell’area acquistata negli anni scorsi dalla società Aura di Fontanellato (PR). L’atto che ha decretato la fine di quella che nella seconda metà dell’Ottocento fu la casa della famiglia Ceppellini – ben nota a Pontremoli per il bar pasticceria in piazza del Duomo – è stata la delibera con la quale il Consiglio Comunale nella primavera scorsa ha approvato l’aggiornamento al quadro conoscitivo del Piano Operativo Comunale, strumento urbanistico indispensabile per ogni intervento sul territorio. In quell’occasione, con il solo voto contrario del consigliere Umberto Battaglia (l’Altra Pontremoli) e l’astensione dei tre consiglieri del PD, la classificazione della ex villa Ceppellini è passata da quella di “edificio di valore architettonico” a quella di “rudere”, facendo così cadere le indicazioni che esistevano nella convenzione originaria che ne prevedevano “il restauro con destinazione complessiva ad uso direzionale”, cioè ad uffici e servizi.

La facciata della Villa Ceppellini
La facciata della Villa Ceppellini

In questi mesi la delibera non è stata contestata da alcuno degli Enti preposti al controllo e alla salvaguardia dei beni storici ed i suoi effetti sono da tempo efficaci: l’edificio può dunque ora essere demolito per lasciare spazio al secondo capannone con una superficie commerciale utile di 1.400 metri quadri che si aggiungeranno ai mille del supermercato inaugurato ormai due anni fa. Realizzazioni che non avranno comunque tempi brevi: prima, infatti, gli uffici comunali e gli organi amministrativi dovranno provvedere a predisporre valutazioni e piani e ad approvare i necessari atti. Insomma è probabile che se ne riparli la prossima estate, ma la strada è tracciata. Del resto l’edificio – che, va ricordato, è sempre stato di proprietà privata – nell’ultimo mezzo secolo ha visto un progressivo stato di abbandono e degrado iniziato con, l’isolamento, all’interno dell’area produttiva: prima l’incidente nel piazzale della Cementi con un pesante mezzo che fece crollare la cantonata nord occidentale, poi il crollo del tetto e di quasi tutta la parte retrostante.

Il retro della Villa Ceppellini, ormai completamente distrutto
Il retro della Villa Ceppellini, ormai completamente distrutto

Oggi resta solo una parte della facciata, con gli interni invasi da alberi e vegetazione infestante. Nonostante questo la struttura architettonica è ancora lì a testimoniare un uso residenziale di un’area che, nel XVI secolo aveva visto anche costruirvi il primo convento dei Cappuccini. Nel 1985, su iniziativa del Comune,quel che restava dell’edificio era stato classificato di interesse storico negli strumenti urbanistici locali, ma – a quanto pare – non esisteva alcun vincolo particolare da parte degli Enti superiori. Consultando il piano di lottizzazione approvato nel recente passato e che prevedeva in primis la demolizione del vecchio cementificio, si vede come la ex villa Ceppellini dovesse sopravvivere stretta fra i due capannoni; nel prossimo piano in via di predisposizione, invece, con la sua demolizione in quanto edificio ormai declassato a rudere, le due nuove costruzioni saranno affiancate con il fronte rivolto alla strada statale. Nel lato più meridionale dell’area, quella verso la SS. Annunziata, saranno invece organizzati dei parcheggi riservati ai residenti e dovrebbe – finalmente – essere anche realizzato il percorso pedonale di collegamento diretto con il sobborgo che transiterà sfiorando l’abside dell’antica chiesetta di San Lazzaro.

Paolo Bissoli

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