Maltempo: frane e disagi in Lunigiana ma per fortuna nessuna emergenza

La situazione più critica al ponte di Albiano Magra ad Aulla

La crepa sul ponte di Albiano che ha creato qualche preoccupazione prima dell'intervento dei tecnici dell'Anas
La crepa sul ponte di Albiano che ha creato qualche preoccupazione prima dell’intervento dei tecnici dell’Anas

Un’ondata di maltempo ha colpito tutta l’Italia creando disagi e difficoltà. Anche la Lunigiana ha vissuto ore di tensione per la forte pioggia che è caduta tra sabato 2 e domenica 3 novembre (segnalati 200 mm di pioggia nello zerasco). In particolare è stata la giornata di domenica che ha creato più difficoltà (anche se comunque non si sono segnalate particolari emergenze) con qualche criticità. In particolare ad Aulla dove è stata tenuta sotto controllo la stabilità del ponte stradale ad Albiano Magra, che presentava, soprattutto in alcune aree, un evidente dissesto. Sul posto si sono recati il vicesindaco Roberto Cipriani e l’assessore Marco Mariotti insieme agli operatori della locale Croce Rossa e alla Polizia. Sono poi intervenuti gli uomini dell’Anas, che hanno effettuato i controlli (con il traffico che per un’ora è circolato a senso unico alternato) le opportune verifiche visto che nelle ore precedenti sul viadotto si era aperta, all’imbocco sponda albianese, una lesione che percorreva tutta la carreggiata (lato corto). Dopo i rilievi e le verifiche del caso, svolte anche andando a osservare la situazione da sotto il ponte, con i tecnici che hanno suturato la fenditura e, dopo aver accertato che sussistevano condizioni di pericolosità per il ponte, la circolazione è tornata a doppio senso.

La frana sulla Sp 32 a Mulazzo
La frana sulla Sp 32 a Mulazzo

Problemi alla viabilità anche a Mulazzo, con le piogge torrenziali che hanno creato alcune criticità come smottamenti e caduta di alcuni alberi. In particolare questo è successo sulla strada SP 32 al km 2 in direzione di Montereggio e la strada comunale nei presso di Farinotti.Il sindaco Claudio Novoa ha rassicurato subito i cittadini sottolineando come “siamo intervenuti prontamente liberando la strada SP 32 al km 2 in direzione di Montereggio e la strada comunale nei pressi di Farinotti”. A Pontremoli è stata invece chiusa al traffico la strada Cervara-Prà del Prete, anche in questo caso per la caduta di grossi massi sull’asfalto che hanno costretto la polizia municipale ad interrompere la circolazione. Nessuna frazione o casa sparsa è rimasta isolata, visto che era percorribile l’altra strada presente nella zona. La viabilità è stata riaperta nella tarda serata di domenica, dopo che il Comune ha provveduto a liberare la carreggiata e a mettere in sicurezza il ciglio franato per il nubifragio. Sempre a Pontremoli c’è stata, all’altezza del ponte della Cresa, lo straripamento del torrente Verde che comunque non ha creato danni restando nell’area antistante il corso d’acqua, dove, per capirsi, abitualmente si svolge il falò di San Geminiano.

La frana a Valditermine di Zeri
La frana a Valditermine di Zeri

A Zeri a causa dell’acqua è crollato, nella frazione di Valditermine un muro stradale, fortunatamente senza creare danni a persone o alle abitazioni vicine. I detriti del muro, che si trova nei pressi della strada provinciale, non hanno invaso la carreggiata, e quindi non ci sono stati disagi alla viabilità. A Tresana si è verificato infine un crollo in una casa disabitata nel borgo di Canala, anche in questo caso senza particolari conseguenze. Dopo una domenica da tregenda fortunatamente è stato registrato un miglioramento nelle condizioni atmosferiche nella giornata di lunedì. Anche se nella nottata sono stati segnalati forti rovesci temporaleschi che dopo aver attraversato la Lunigiana Nord-occidentale, si sono spostati sul settore costiero ed apuano. Violente raffiche di vento da Sud, fino a 90-110 km/h in Appennino e 60-70 km/h sulla costa. Quindi giornate intense e preoccupanti ma, per fortuna, nessuna eccessiva difficoltà.

Certo non si può non rimarcare come, ancora oggi, resti evidente il fatto che non siano previsti sufficienti interventi di difesa preventiva del territorio. Insomma manca quella manutenzione ordinaria (pulizia dei boschi e degli argini dei fiumi, controllo dei movimenti franosi) che dovrebbe fare la differenza qualora si ripresentassero condizioni simili a quelle del 25 ottobre 2011. I ponti ricostruiti, senza più le pile nel letto del fiume, corrono meno rischi ma le altre strutture si trovano in pratica nella stessa condizione in cui versavano sei anni fa.

Il sindaco di Tresana Matteo Mastrini
Il sindaco di Tresana Matteo Mastrini

E in quest’ottica è interessante la riflessione del sindaco di Tresana, Matteo Mastrini, in particolare sulla pulizia dei piccoli corsi d’acqua “nelle allerte spesso si parla, dopo aver determinato il colore (giallo, arancio, rosso), del tipo di reticolo interessato. Quando si parla di reticolo idrografico minore, si tratta dei corsi d’acqua minori, affluenti al reticolo principale che, se entrano in crisi, provocano danni altrettanto importanti. Ho verificato personalmente come alcuni di essi non siano mai stati inseriti ufficialmente nel reticolo e, di conseguenza, non siano mai stati oggetto di manutenzione da parte del Consorzio di Bonifica. Nel mio Comune – conclude Mastrini – sono almeno 3 (in località Mulino, in località Corneda, in località Saldi): li ho segnalati da tempo al Consorzio, che a sua volta ha inviato la richiesta alla Regione, che ora dovrà inserirli per Decreto nel reticolo idrografico minore. Si capisce perché la macchina fatichi a funzionare”.(r.s.)

Condividi