Fivizzano, il paese delle cento feste che si sovrappongono

Tante le manifestazioni estive che dimostrano grande vivacità. Ma ci sarebbe bisogno di più collegialità ed una maggiore valorizzazione dei prodotti locali

Un momento conviviale di Sapori 2018 (foto Massimo Pasquali)

Comune dei cento paesi è sempre stato denominato Fivizzano, perché tanti, o quasi, sono i suoi centri, più o meno abitati. Ma da un po’ di tempo potrebbe anche essere definito il Comune delle cento feste, prevalentemente concentrate nel periodo che va da metà giugno a metà agosto. Ha un bel da fare la Pro loco comunale ad organizzare incontri con le varie associazioni per definire un calendario che eviti concomitanze di iniziative negli stessi giorni e in località vicine. L’elenco delle proposte che viene stilato in primavera va nella direzione giusta, evitando sovrapposizioni di date e di tipologia di manifestazioni, per lo meno nella stessa vallata, facendo riferimento al Bardine, al Rosaro e al Lucido. Viene anche stampato un dépliant che le riporta tutte e che viene distribuito in ogni angolo del territorio. Tutto va bene fino ai primi caldi, quando iniziano gli stravolgimenti, meglio le aggiunte, ferme restando quelle tradizionali e che caratterizzano le varie località, da Sassalbo, a Fivizzano, Moncigoli, Agnino, Soliera, Bardine di San Terenzo, Ceserano, Gassano, Gragnola, Monzone, Mozzano, il Piovere,… e si potrebbe continuare. Si arriva anche al punto, talvolta, di assistere a litigate fra organizzatori che si accusano a vicenda di non attenersi agli impegni presi e di voler prevaricare, perché, magari, le strutture per gli spettacoli e il ballo sono migliori o gli artisti di maggiori fama ed attrazione. Si è registrato recentemente anche un caso limite, due “cene di paese” nello stesso paese, negli stessi giorno e orario. Cattiva comunicazione o “simpatiche” reminiscenze campanilistiche? è difficile dire in maniera categorica se tutto questo sia positivo o negativo. Non si può negare che un danno di partecipazione si verifica, anche perché il territorio fivizzanese può contare, quasi esclusivamente, sulla propria popolazione, per di più in forte calo, trovandosi in una zona marginale. Non da sottovalutare, però, sono anche gli aspetti positivi, innanzitutto quando si assiste a quanto riescono a fare i piccoli borghi, uno su tutti Mozzano, che richiama alle sue feste centinaia di persone. è la dimostrazione che si vuole che i paesi vivano e che vale la pena abitarci, senza considerare il senso di identità che viene risvegliato col recupero di aspetti di civiltà del passato destinati alla scomparsa, come la “battitura”, riproposta dai giovani di San Terenzo Monti. E, poi, nella fase organizzativa si riscopre, spesso, il valore di comunità, oggi minacciato dai modi di vita della civiltà moderna, ma anche il significato del lavoro volontario, che recupera luoghi abbandonati e che produce anche qualche vantaggio economico, sempre finalizzato a realizzazioni che riguardano il paese o iniziative benefiche. Insomma, ben vengano tutte queste feste, alle quali, però, sarebbe opportuno abbinare, dove possibile, un maggior collegamento con i prodotti del territorio, che non sono pochi nei vari ambiti enogastronomici. Non sarebbe male, per fare solo un esempio, che a Monzone si riproponesse la sagra della trota nei giorni di ferragosto, come è stato per molti anni.

Andreino Fabiani

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