Grande l’entusiasmo alla veglia di Pentecoste

La sera di sabato 8 giugno. Il vescovo Giovanni alla veglia di Luni: guardiamo ai giovani e i poveri

digTutti abbiamo nella mente la data del 14 agosto dello scorso anno, quando il ponte Morandi di Genova crollò all’improvviso, provocando morte e distruzione. Storie e avvenimenti si sono succeduti negli ospedali della città, in una giornata devastante che ha segnato la comunità.
Ma in quel giorno, si presenta al pronto soccorso una giovane donna incinta e nasce un bimbo, grazie alla determinazione di un medico, che quel giorno aveva assistito a tanta disperazione e sgomento. Nonostante il piccolo fosse solo alla ventiduesima settimana, la rianimazione ha successo contro ogni speranza e Dylan viene alla luce: pesa 400 grammi ed è poco più di 20 centimetri di lunghezza, ha numerosi problemi. Anche lui è presente alla veglia di Luni: i suoi genitori affidatari, Letizia e Pierluigi, raccontano la sua storia, assieme alle vicende dei loro 10 figli, accolti con tanta disponibilità e sacrificio, grazie all’associazione “Papa Giovanni XXIII”, per un progetto più grande, quello dell’amore del Padre.
È una delle testimonianze sul palco della veglia di Pentecoste a Luni, di fronte a oltre 800 persone, riunite in una convocazione diocesana lo scorso 8 giugno, dove sono presenti sacerdoti, diaconi, gruppi parrocchiali, associazioni e movimenti, assieme a tanti giovani.

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Sul far del tramonto, inizia la celebrazione: è la “corale diocesana” che guida con entusiasmo l’assemblea con il canto, mentre i giovani entrano assieme al vescovo Giovanni. Sono loro i protagonisti della veglia, tanto che ai loro animatori mons. Santucci farà dono dell’esortazione apostolica “Christus vivit” di papa Francesco. “Luni è per noi un luogo che parla, racconta che in questa terra è stato accolto il Vangelo, è nata una comunità credente di discepoli del Signore”, ha detto il vescovo nell’omelia. “La Chiesa non è, se non è missionaria – ha aggiunto – e non c’è un’altra Chiesa, per cui stasera rinnoviamo il nostro impegno di vivere con entusiasmo la nostra appartenenza al popolo di Dio”.
Due sono poi le realtà che il pastore ha “segnalato” ai presenti: i giovani e i poveri. A fronte di una situazione di fragilità e debolezza, è importante aiutare i nostri giovani a saper dire dei “sì” e dei “no”.

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Rispetto ai poveri, invece, essi rappresentano una sfida per la comunità cristiana perché viviamo in una società incapace di guardare agli anziani, alle persone sole, alle famiglie in difficoltà: di qui la scelta di una vita povera e sobria, per condividere l’affetto e la vicinanza con le persone.
Al termine della veglia, una agape fraterna ha consentito ai partecipanti di condividere anche un momento di convivialità: numerosi i volontari che hanno contribuito alla realizzazione della veglia, coordinata dalla Segreteria pastorale. Un ringraziamento doveroso alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio della Liguria, al Museo archeologico nazionale e al Comune di Luni, che nella persona del sindaco, Alessandro Silvestri, ha accolto i partecipanti.
Luni rivive, almeno per una notte: l’antica città romana, la basilica paleocristiana e la sede vescovile vengono abitate da fedeli e pellegrini che si ritrovano, attorno al vescovo, per invocare il dono dello Spirito Santo, nella vigilia della solennità di Pentecoste.

(df)

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