Quale futuro per l’ Agrario di Fivizzano?

La struttura sarebbe messa a rischio dalla decisione del consiglio provinciale di far nascere un analogo istituto a Massa

 

La facciata dell'Agrario
La facciata dell’Agrario

Il Consiglio provinciale, nella seduta del 22 novembre scorso, ha discusso e deliberato in merito alle proposte di accorpamenti a livello dirigenziale e amministrativo degli Istituti delle scuole dei vari ordini della provincia. È, questa, una procedura di dimensionamento che viene seguita da alcuni anni e che ha portato all’istituzione di mega-dirigenze, anche in Lunigiana, e al fenomeno delle reggenze. Le scuole di Fivizzano, ad esempio, stanno vivendo tutte e due le esperienze, in parte rese necessarie anche per il calo di iscrizioni, conseguente a quello della popolazione scolastica. Il concorso per dirigenti che è in atto dovrebbe dare una soluzione al problema delle reggenze, non però a quello degli accorpamenti, che ha suscitato proteste sindacali e manifestazioni di piazza di studenti e dei loro famigliari. È giusto anche dire che un accorpamento non va ad incidere sull’attività didattica o sull’identità di un istituto, semmai sul numero del personale dirigenziale ed amministrativo e sulla sede centrale delle scuole “messe insieme”, vista in ottica di prestigio per il Comune che la ospita, ma anche di vicinanza per il servizio che rende. Vengono in mente le battaglie giudiziarie e i ricorsi al TAR di alcuni anni or sono fra i Comuni di Bagnone e di Fivizzano per la sede dei Professionali, per “sentenza” collocata nel primo. Non sembra fuori tema, parlando di questi argomenti, fare un cenno al nuovo modello organizzativo dell’Omnicomprensivo portato avanti da comitati di cittadini, ma anche da gruppi politici e, poi, sposato anche dall’Amministrazione comunale di Fivizzano. Poteva essere esteso a tutta la Lunigiana, ma ha incontrato “non meditate” opposizioni. L’idea, tuttavia, non dovrebbe essere abbandonata.

Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi
Il sindaco di Fivizzano Paolo Grassi

Ma l’urgenza del momento, per Fivizzano, è un’altra ed è motivata proprio dalla deliberazione adottate nel Consiglio provinciale citato. In sintesi, è stata approvata la proposta di istituzione di un Istituto Agrario a Massa ed è stato, invece, bocciato, anche col voto di un sindaco lunigianese, l’emendamento presentato dal consigliere fivizzanese Ricciardi per respingerla. Il sindaco Paolo Grassi è andato su tutte le furie, prevedendo un danno per l’Agrario di Fivizzano, in linea con quanto aveva già espresso nella Conferenza dei Sindaci, proprio in un momento in cui la sede di Fivizzano può disporre di ingenti risorse finanziarie – 3 milioni di euro della Protezione Civile – per la creazioni di spazi destinati a laboratori specifici: di chimica per analisi agroalimentari, di preparazione di olii essenziali con piante aromatiche, di indagini fitosanitarie, di altri ancora di alto livello. “Era il caso – ha chiesto il sindaco Grassi in un comunicato – di pensare ad un altro Agrario a Massa, anche se concepito per frenare l’esodo di studenti verso Pietrasanta?”. Non mancano, nel comunicato, neppure le critiche ai dirigenti del PD, che lo avrebbero lasciato solo, o quasi, sul campo. È scontato che quando decisioni così importanti si lasciano “nelle mani” di sindaci o consiglieri comunali, magari anche di non grande competenza in materia, non bastano le “conferenze zonali o i tavoli” a distoglierli da interessi localistici, quando non da rivalse o dispetti politici, mai cosi frequenti quanto in questo periodo definito a ragione di “grave crisi della razionalità”. Viene quasi da rimpiangere il Distretto scolastico, dove a discutere della Scuola erano chiamate tutte le componenti della comunità lunigianese. Non sarebbe male, inoltre, a giudizio di molti, ricercare collegamenti fra istituti definiti complementari, come l’Agrario e l’Alberghiero di Bagnone. Si rafforzerebbero a vicenda. Parlando di Agrario, infine, il pensiero non può non andare al convento di Soliera, ormai abbandonato a se stesso e al completo degrado. Un vero peccato!

Andreino Fabiani

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