Per ora bocciate l’ipotesi di accorpamento degli istituti

Una affollata seduta del consiglio Provinciale ha discusso sull’idea di unificare il Marconi e lo Zaccagna, a Carrara, e il Belmesseri e il Pacinotti, in Lunigiana

Un momento del consiglio provinciale che ha bocciato l'ipotesi di accorpamento degli istituti scolastici
Un momento del consiglio provinciale che ha bocciato l’ipotesi di accorpamento degli istituti scolastici

Un’insolitamente affollata seduta del consiglio provinciale, a Palazzo Ducale a Massa, ha preso in esame lo scorso 22 novembre l’offerta scolastica sul territorio provinciale. Il pubblico non era solo nella sala gremita, ma anche nella sottostante Piazza Aranci. Niente male per un ente lungamente dichiarato inutile, al punto di ridurne le risorse economiche e umane alla mera sopravvivenza e di abolirne l’elezione a suffragio diretto. Proprio la prima seduta dopo il rinnovo del consiglio da parte dei consiglieri comunali del 17 comuni del comprensorio, ha dimostrato la centralità di quest’Ente. Sul tavolo del presidente Lorenzetti e dei consiglieri provinciali il tema caldo dell’offerta scolastica per l’anno scolastico 2019-20. Argomento per nulla burocratico, dati i punti da discutere. All’ordine del giorno c’era l’accorpamento tra il Liceo Scientifico Marconi e l’Istituto tecnico Galilei Zaccagna, a Carrara, e tra il Belmesseri e il Pacinotti, in Lunigiana.

La protesta degli studenti all'ipotesi di accorpamento
La protesta degli studenti all’ipotesi di accorpamento

Accorpamenti da attuare in ottemperanza a direttive nazionali e regionali. Il mantenimento dell’autonomia è possibile con almeno 600 studenti (calcolando una media nell’ultimo triennio), che passano a 400 nelle aree di montagna. A Carrara il Marconi è sceso a 507 studenti, mentre il Belmesseri (sedi a Pontremoli, Villafranca e Fivizzano) e il Pacinotti (sedi a Bagnone e Fivizzano) sono al di sotto della soglia in Lunigiana. La vigilia della decisione è stata tesa e densa di appelli e prese di posizione. A Carrara, la convivenza nello stesso edificio del Marconi e del Galilei Zaccagna da quando la storica sede del liceo in via XX Settembre fu dichiarata inagibile (e imputata di essere la causa del calo degli iscritti), rendeva l’opzione-accorpamento quasi scontata, a maggior ragione alla luce del fatto che il dirigente scolastico è lo stesso che perorava l’accorpamento per attirare maggiori finanziamenti regionali ed europei e una migliore progettualità, compresa quella di una nuova sede. Contro l’accorpamento partiti, sindacati e un sorprendente protagonismo studentesco, che ha messo in crisi lo stesso sindaco di Carrara, De Pasquale, prima favorevole all’accorpamento, poi contrario di fronte alla montante protesta e oggetto di un duro attacco da parte di Lorenzetti.

Protesta degli studenti contro l'ipotesi accorpamento di fronte a Palazzo Ducale
Protesta degli studenti contro l’ipotesi accorpamento di fronte a Palazzo Ducale

A Pontremoli, un’assemblea straordinaria di genitori e docenti ha approvato una lettera al presidente della Provincia Gianni Lorenzetti e all’assessore regionale all’istruzione, Cristina Grieco, in cui si legge che “in linea generale, l’idea di un polo tecnico-professionale in Lunigiana può avere una logica”. Si teme che unire sotto un’unica presidenza e sotto un’unica segreteria due scuole che necessitano di una gestione attenta per le loro specificità e il ruolo formativo che hanno sul territorio – prosegue il documento – possa avere un effetto negativo sui già delicati equilibri. Oltre ai numeri, sarebbe bene lavorare a un potenziamento delle nostre scuole, che soffrono per strutture in situazioni di criticità, trasporti insufficienti e inefficienti, calo demografico, motivi che continuano a fare aumentare il numero di alunni che si iscrivono fuori provincia”. A complicare le cose anche gli assetti politici: Lorenzetti, dopo il rinnovo del consiglio, non ha più una maggioranza che lo sostiene, ragion per cui la sua navigazione è a vista. Ecco perché alla fine vince il nulla di fatto: nessun accorpamento in Lunigiana (con voto contrario dello stesso Lorenzetti e del centrosinistra), nessun accorpamento a Carrara (voto unanime). Sfuma quindi la dirigenza unica a Bagnone per Pacinotti e Belmesseri e l’accorpamento a Carrara. I problemi restano tuttavia aperti: è Firenze che da anni chiede l’accorpamento in Lunigiana, e non è detto che la Regione Toscana non riapra i giochi già nelle prossime settimane, forte di poteri formali ma anche di influenzare le scelte potendo stringere o allargare i cordoni della borsa per i preziosi finanziamenti all’edilizia scolastica e ai progetti. (Davide Tondani)

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